Piace "The Artist" il film muto e in bianco e nero
IVREA Ve lo immaginate nell'epoca dei più sofisticati effetti speciali, del digitale in 3D, con colonne sonore così rumorose che talvolta impediscono agli spettatori di seguire la trama del film, una pellicola in bianco e nero, completamente muto, con didascalie a schermo intero e l'orchestra in sala e l'attore protagonista, Jean Dujardin, che vince il premio come miglior attore all'ultimo festival di Cannes? Questo film s'intitola "The Artist" (all'ABCinema questo fine settimana), sta incontrando invece un grande successo di pubblico, proprio perchè è diverso da tutti gli altri, soprattutto per i giovani spettatori, sorpresi dalle novità. E' ambientato nella Hollywood alla fine degli anni Venti, quando il sonoro rivoluzionò la settima arte, che nel corso del tempo diventò anche a colori, poi lo schermo si allargò col cinemascope e il cinerama, con le musiche e il sonoro sempre più invadenti, le immagini in 3D, con insopportabili occhialoni che aggrediscono gli spettatori in sala i quali, invece di aumentare, diminuiscono anno dopo anno. Infatti "The Artist" è una travolgente, intelligente e divertente riscrittura, una imitazione dei film dell'epoca, proprio in quel biennio 1927/1928, quando divenne sonoro, gli attori a parlare e a cantare: una vera rivoluzione con i personaggi che si rifanno alla moda del tempo.La vicenda è quanto di più tradizionale ci sia, girato come un vero film muto, con il formato quadrato e le didascalie per spiegare i dialoghi, fotografato in un bianco e nero d'epoca. I personaggi, davanti o dietro lo schermo, sono nel film come si immaginano, coi produttori grassi e con in bocca sigari giganteschi. La star George Valentine, truccato come i rubacuori del tempo, si rifiuta di passare al sonoro, da ricco e famoso diventa povero, mentre trionfa la sua amica del cuore che diventerà una diva. Naturalmente la vicenda termina con l'inevitabile Happy End, valido ancora oggi, perchè ha le carte in regola per commuovere, divertire, conquistando gli spettatori che quest'anno, per la prima volta hanno abbandonato i classici "cinepanettoni" natalizi per qualcosa di più interessante. Flavio Ruffatto