Btp, rendimenti in calo ma lo spread resta alto

di Andrea Di Stefano wMILANO Il trend è positivo, ma non sufficiente a fugare definitivamente i timori e allontanare le spinte speculative. Dopo l'asta dei Bot e dei Ctz di mercoledì, con tassi in netto calo, anche le attesissime aste di ieri mattina, su cui erano puntati gli occhi di tutta Europa, sono andate meglio del previsto: rendimenti complessivamente in calo, anche se la domanda non è stata eccezionale soprattutto sui BTp decennali. Il Tesoro ha collocato BTp triennali, emessi per un controvalore di 2,538 miliardi di euro, a un tasso del 5,62%, oltre due punti percentuali in meno rispetto all'emissione precedente (7,89%). Collocati anche 1,176 miliardi di euro di BTp decennali (scadenza 2021) al 6,70% e 2,5 miliardi di BTp con scadenza nel marzo del 2022 a un tasso del 6,98%, in calo rispetto al 7,56% dell'asta precedente e leggermente sotto la soglia critica del 7%. A pesare sullo spread il dato sulla domanda, non eccezionale. Per i titoli triennali l'offerta era fra 2 e 3 miliardi di euro: sono stati assegnati 2,53 miliardi con una richiesta pari a 3,46 miliardi (1,36 volte). Per i BTp decennali, l'assegnazione è stata pari al massimo offerto, 2,5 miliardi, con una domanda di 3,39 miliardi mentre per quelli a nove anni la richiesta (1,85 miliardi) è stata inferiore al massimo offerto, pari a 2 miliardi e l'assegnazione è stata di 1,17 miliardi. La tensione sullo spread è rimasta, quindi, molto alta: l'indice ha aperto a 508,35 per portarsi subito dopo l'asta a 524,38 e ridiscendere in chiusura a 515 punti. Significativo il commento di Monti, che ha tenuto a sottolineare che ora il differenziale si muove liberamente: «Bisogna essere un pochino sollevati pur nella persistente problematicità della situazione perché lo spread è molto più in equilibrio, meno aiutato dalle autorità europee» mentre la salita tra agosto e ottobre «è avvenuta malgrado in una buona parte del periodo la Bce abbia fatto interventi sul mercato finanziario». Le reazioni dei mercati sono contrastate. Le Borse hanno mantenuto un profilo stagnante per tutta la seduta con uno sprint finale soprattutto grazie a Wall Street: maglia rosa a Parigi (+1,84%), seguita da Francoforte (+1,34%), Amsterdam (+1,3%), Bruxelles (+1,15%) e Londra (+1,08%) Sotto il punto percentuale Milano, che ha chiuso a 0,76%, e Lisbona (+0,11%). Secondo un trader contattato dall'agenzia Dow Jones, le aste italiane sono state «meno buone di quanto si sperasse». Nicholas Spiro, analista londinese, è più ottimista: «Non siamo per nulla di fronte a un cattivo risultato. La domanda si è tenuta su livelli buoni e il rendimento dei triennali è calato in modo molto significativo», ha dichiarato Spiro a Bloomberg. ©RIPRODUZIONE RISERVATA