Samone e Banchette Prove tecniche di percorsi comuni

Come ogni anno la scuola secondaria di primo grado "Cesare Torazzi" ha aperto le sue porte ai bambini di quinta ed ai loro genitori per presentarsi. Alla festa dell'accoglienza, mentre gli adulti erano impegnati ad ascoltare l'offerta formativa presentata dalla dirigente scolastica Rosalba Pennisi e dalla coordinatrice della sede Mariella Tondo, i futuri allievi sono stati guidati dai ragazzi delle prime alla scoperta della scuola e tra i vari laboratori pratici approntati dagli insegnanti per l'occasione. Arnaldo Garetto, sindaco di Vestignè è intervenuto a nome dei sindaci dei Comuni facenti parte la convenzione ma hanno portato il loro contributo anche gli ex insegnanti che ancora prestano attività di volontariato aiutando i ragazzini in difficoltà su alcune materie. La mattinata si è conclusa in allegria con un concerto in palestra eseguito dagli alunni delle classi seconde e terze diretti dal professor Enrico Cavaletto con la collaborazione del professor Graziano Picco. (ant.al.) SAMONE Prove tecniche di unione, ma fuori dagli schemi. Banchette e Samone hanno stretto una convenzione riguardante il servizio dei vigili urbani della durata di tre anni. L'annuncio ufficiale è stato dato la scorsa settimana, nel corso di una conferenza stampa cui erano presenti il sindaco di Banchette Maurizio Cieol ed il vicesindaco di Samone Pieralberto Dalla Pietra. A loro è toccato spiegare che a vegliare sul territorio dei due Comuni limitrofi ci penseranno, in sinergia, tre agenti in tutto: due in forza a Banchette ed uno a Samone. Ed anche la tecnologia interverrà ad agevolare il lavoro degli agenti: verrà, infatti, messo a punto un sistema informatico integrato accessibile sia dai computer a disposizione della polizia municipale di Banchette che da quelli di Samone. La scelta di mettere insieme il servizio di polizia municipale non è stata, però, del tutto spontanea: deriva, infatti, da un obbligo legislativo imposto dal Governo centrale secondo cui i Comuni, entro il 31 dicembre di quest'anno, dovevano necessariamente associare due servizi. L'altro servizio che, entrambe i Comuni, gestiscono in forma associata è quello socio-assistenziale attraverso l'adesione al consorzio InReTe che già gestisce i compiti e le funzioni in materia di servizi sociali di 54 Comuni. Insomma aggiungendo la convenzione di polizia municipale Banchette e Samone hanno ottemperato a quanto richiesto dalla legge nazionale. Ma, in futuro, saranno altre le funzioni che i Comuni dovranno gestire in condivisione (anche se già il segretario comunale dei due paesi è il medesimo e l'associazione di volontariato La Zattera opera in entrambe). Cieol anticipa: «Come prescrive la legge entro il mese di agosto del 2012 dovranno essere associate anche altre funzioni protezione civile, ufficio tecnico, anagrafe. Per quanto riguarda sia Banchette che Samone nello scegliere la convenzione per i vigili urbani abbiamo optato per una forma più morbida di gestione condivisa dei servizi rispetto all'unione. Come molti altri Comuni hanno fatto». Quindi Cieol prosegue il discorso non facendo mistero dei suoi dubbi in materia di unioni: «La normativa nazionale di riferimento si pone degli obiettivi che sono solo demagogici. In effetti non si tratta di una riforma, ma di tagli netti. Perché mi devono spiegare quale risparmio viene fatto se si associazioni le funzioni, ma rimangono in piedi le strutture di riferimento nei vari pesi. Le spese potrebbero perfino aumentare». E Dalla Pietra aggiunge: «Il Canavese, poi, è un territorio storicamente frammentato, molti Comuni sono distanti tra loro, il che rende assai difficile mettere insieme servizi e funzioni e fare in modo che la gestione risulti efficiente». Anche se Cieol, a questo proposito, osserva: «Per i nostri due paesi il problema non si pone perché a separarli c'è solo una strada, ma per altri indubbiamente è così». Tornando sul tema delle unioni, tuttavia, Cieol invita ad un riflessione di lungo periodo: «Il problema vero per il Canavese sarà quando anche i Comuni tra i mille e i 5mila abitanti dovranno rispettare il patto di stabilità interna. Ciò vuol dire che, necessariamente, diminuiranno i lavori pubblici, manutenzioni e quant'altro. Caleranno, quindi, le commesse per le imprese canavesane. Un circuito vizioso che avrà un effetto recessivo sull'economia del territorio con riflessi tragici sull'occupazione». Mariateresa Bellomo