Quando la letterina di Natale è dedicata alla "vecchia" scuola

Regalo di Natale per gli abitanti delle frazioni Campo e Muriaglio di Castellamonte. Da qualche giorno, in effetti, è attivo anche un ripetitore per la telefonia mobile Tim e questo garantirà ai residenti nel territorio di accedere sia al servizio di telefonia mobile, appunto, che a quello di internet veloce. E' stato sostituito, inoltre, il vetusto ponte radio con uno di ultima generazione che, dopo l'ammodernamento della rete esistente, permetterà la connessione con banda larga (Adsl) anche via cavo. Palese la soddisfazione dei residenti. CASTELLAMONTE Natale dovrebbe essere un momento di gioia per chiunque, ma non sempre è così, per mille ragioni. Quando poi la "malinconia" pervade dei bambini che il Natale, in genere, lo vivono come la "loro" festa, ecco che anche i grandi sono portati a riflettere. Come sulla chiusura di una scuola, per esempio. Ricordate quella di Sant'Antonio, da giugno inesorabilmente sprangata per la vicenda del distacco dell'intonaco dal soffitto di un'aula che rischiò di ferire un alunno? Bene, dall'inizio del nuovo anno scolastico i piccoli che frequentavano le elementari della frazione ora studiano a Castellamonte, ma la "loro" scuola non l'hanno dimenticata e quale migliore occasione se non il Natale per dedicarle una letterina? Detto, fatto. Ognuno degli scolaretti ha preso carta e penna e trascritto il proprio pensiero. Il risultato? Sorprendente. Segno che le emozioni intense sanno scaturire proprio da un ricordo, anche se nel caso specifico legato ad un edificio. «Cara scuola di Sant'Antonio – osserva un alunno -. Quest'anno siamo andati a Castellamonte. L'aula in cui siamo è abbastanza brutta e rovinata, il bagno non è molto pratico. Mi mancano il tuo giardino e la chiesa con la campana che suonava ogni ora. Mi mancano i muri pieni di cartelloni e i nostri disegni appesi all'armadio. Mi manca il bel paesaggio che si vedeva dalla finestra: i prati, le montagne innevate. Quando arrivavo alla mattina sentivo le campane delle mucche e il gorgoglio dell'acqua nel fosso. Qui le finestre sono altissime e si vedono solo case, si sentono solo le macchine e il cortile è asfaltato e se cadi ti fai male mentre il tuo cortile attutiva le cadute. Credo che sarai molto triste, lì, tutta sola con le erbacce che crescono, senza le nostre urla, risate e i tanti rumori che facevamo...». «Mi ricordo il mio primo giorno di scuola – riflette un altro alunno - . Era il mio compleanno. Nessuno si è preso il mal di pancia di ripararti, pulirti, insomma, rimetterti a nuovo. Vorrei farlo io per ritornare a studiare nelle tue aule e correre nel tuo magnifico giardino». «Scuola cara – ricorda un altro giovannissimo allievo - . Ogni giorno mi alzavo con allegria. Era bello perché c'era un prato bellissimo e delle aule grandi. Ora sei abbandonata e vorrei far qualcosa per aiutarti. Però sono solo un ragazzino e non posso fare niente, ma ti porto nel mio cuore. Mi dispiace che sei sola, che non senti più le grida di noi bimbi e ti crescono le erbacce». «La scuola che frequento ora non mi piace perché c'è un'infinità di rumore – sottolinea, ancora, un alunno -, mentre da te c'era il silenzio. Qui ci sono tanti bambini scalmanati, mentre da te eravamo pochi e tranquilli. Comunque, spero di rivederti al più presto». «Cara scuola di Sant'Antonio, mi manchi – commenta un'allieva - . Qui c'è tanto caos, non ci sono i cartelloni, ci sono gli armadi che sembrano gabbie per i conigli, i bagni sono scomodi, tu invece avevi i bagni comodi, i cartelloni appesi, armadi belli, le pareti colorate...». Sono solo alcuni dei pensieri. Ciò che li accomuna è la nostalgia, tanta. Buon Natale anche a te, indimenticata scuola di Sant'Antonio. Dario Ruffatto