Il regista Ritchie porta sullo schermo Sherlock Holmes 2
IVREA Sherlock Holmes è uno dei più famosi investigatori inglesi di tutti i tempi, inventato dalla penna del medico scozzese e scrittore Arthur Conan Doyle alla fine dell'Ottocento, che utilizza nelle sue indagini un metodo deduttivo che si basa sul ragionamento. Dal 1890 ha scritto dodici romanzi, quasi tutti portati sullo schermo nei secoli successivi. Come questo nuovo film intitolato "Sherlock Holmes: Gioco di ombre" (al Politeama), il secondo diretto dal regista Guy Ritchie, in una veste meno paludata, come il precedente dello stesso regista, due anni fa. Il film è interpretato ancora dall'attore Robert Downey Jr., insieme al suo fedele assistente, il dottor Watson, che è ancora Jude Law. In questa versione il nostro eroe appare misogeno, manesco, morfinomane, come quello dei romanzi, che sfida alla morte il perfido nemico Moriarty. Il detective stavolta rientra in azione nella Londra vittoriana, mischiando arti marziali, il western e la commedia.Si immagina nel film l'assassinio del Principe d'Austria, dietro cui però il protagonista scopre ben presto nascondersi un piano di fine intelligenza geopolitica che mira ad anticipare la prima guerra mondiale, vendendo armi e distruggendo l'Europa intera. Il vero responsabile è naturalmente il temibile e diabolico Professore, mente geniale al pari di Holmes. A Sherlock l'ardua impresa di affrontarlo, fino a un rocambolesco faccia a faccia, cioè corpo a corpo, sulle Alpi svizzere, nello scenario di pericolose cascate, non proprio comodissime per un duello. Con lui, oltre al fidato assistente, il fratello Mycroft (interpretato dal comico inglese Stephen Fry), e una serie di belle classiche eroine, tra le quali spicca la svedese Noemi Rapace, protagonista del thriller "Millenium", stavolta nei panni dell'ambigua gitana Sim, anche lei in fuga dall'antagonista di turno, poi la perenne promessa sposa di Watson, che vorrebbe finalmente poter consumare la luna di miele annunciata nei precedenti capitoli e mai realizzata. E' quindi probabile che ci sarà un terzo capitolo. Flavio Ruffatto