L'Udc prende le distanze dal Pdl e dialoga con il Pd
IVREA «Lasciamo lavorare gli assessori e poi cittadini e partiti esprimano il loro parere sulla giunta di Carlo Della Pepa». E' questa l'opinione di Angelo Spiller, responsabile locale dell'Unione Democratica di Centro, partito non presente in consiglio comunale, e che negli ultimi tre anni è stato un po' a guardare. L'attuale esecutivo, fra un anno, dovrà essere giudicato sulla base del programma presentato in campagna elettorale. «Bisognerà, insomma, verificare quanto rimasto sulla carta e quanto compiuto - precisa Spiller - Certo, la passata giunta ha lasciato un'eredità non da poco a quella attuale. Guidata da un uomo forte e con carisma, com'era Fiorenzo Grijuela, aveva gettato le basi di tanti progetti che ora mi pare stiano ristagnando o siano stati accantonati. Personalmente, attendo che si dia l'avvio ai lavori del ponte passerella, cui si fa un gran parlare, ormai, da diversi anni». Spiller ricorda che alle ultime amministrative, nella primavera del 2008, l'Udc aveva sostenuto con trasparenza come candidato sindaco Pio Coda (come pure il PdL) che si era presentato a capo di una lista civica. Spiller è oggi un po' pentito per questa scelta: «Forse avrei dovuto candidarmi io, così ora farei parte del consiglio comunale e il mio partito potrebbe avere più voce in capitolo, in particolare su certe scelte della giunta che potremmo sostenere. Invece, Pio Coda non ha mai interpellato l'Udc e così hanno pure fatto gli altri partiti di opposizione. L'unico che ci ha contatto di recente è il nuovo segretario cittadino del Pd, Dario Omenetto, il quale vorrebbe confrontarsi con noi. E di certo lo faremo». Per le prossime elezioni, se non si troveranno accordi chiari e costruttivi su un programma preciso, Spiller non esclude che l'Udc possa correre da solo, con lui in testa. «Il mio partito vuole dialogare con la gente, raccogliere il suo malessere - aggiunge - in un periodo storico, purtroppo, travagliato sotto il profilo economico. A livello nazionale l'Udc è molto presente, con posizioni chiare e non intende allearsi a tutti i costi utilizzando il compromesso. Così faremo pure a livello locale». «La città infatti ha bisogno di ritrovare una strada che rivitalizzi la sua economia - sostiene Spiller - E il futuro di Ivrea va individuato nel settore industriale, perché è questa la sua vocazione. Tutto il resto, dal turismo ad altri progetti, sono dei palliativi. Purtroppo, su questo fronte l'attuale giunta ha fatto poco o nulla e ci troviamo nella stessa situazione di tre anni fa, se non peggio. E' per questo che invoco il dialogo fra i partiti e per il bene della città vanno ricercati obiettivi trasversali, oltre ad aiutare il più possibile le aziende che volessero insediarsi sul nostro territorio. A riguardo, in questi ultimi anni ho lanciato delle provocazioni come la proposta di collocare la produzione della Panda a Scarmagno e l'Ikea nell'Eporediese. Nonostante tutto il dissesto economico presente, Ivrea continua ad essere una città molto ricca, con conti in banca elevati». «Ma tutto questo denaro - conclude il responsabile dell'Udc - è stato guadagnato nel passato e non è stato utilizzato per produrre qualcosa di nuovo. Molti giovani vivono addirittura sulle spalle dei nonni danarosi che ricevono un'ottima pensione, oltre ad aver incassato un'eguale liquidazione». (g.a.)