Fitch declassa Unicredit nel mirino altre 7 banche

di Andrea Di Stefano wMILANO La tregua non è durata neppure un giorno, peraltro molto positivo per i mercati e gli spread grazie agli ottimi risultati dell'asta di Bonos trimestrali collocati ad un tasso dimezzato rispetto al mese precedente. Francoforte ieri è stata regina in Europa (+3,11%), seguita da Milano (+2,87%), Parigi (+2,73%) e Madrid (+2,44%) mentre Londra ha guadagnato l'1,02%: tutte le piazze spinte da Wall Street che guadagnava a metà seduta oltre due punti. In serata Fitch ha però tagliato il rating a lungo termine di Unicredit a da A a A-, quello a breve termine a F2 da F1 e il rating di sostenibilità da a a a-. La riduzione riflette il taglio al giudizio sul debito sovrano della Repubblica italiana ed è in linea con altre banche italiane che hanno attualmente rating nell'area A. L'agenzia ha inoltre posto in "rating watch" negativo la valutazione a lungo termine e il rating di sostenibilità di 7 banche italiane: Monte dei Paschi di Siena, Banca Popolare di Sondrio, Banco di Desio e della Brianza, Banco Popolare, Iccrea Holding, Intesa Sanpaolo e Ubi Banca. La stessa agenzia di rating ha posto in revisione negativa anche 8 banche spagnole e ha rivisto la previsione in negativo per quattro banche francesi. Una decisione scontata, quella di Fitch, che probabilmente non dovrebbe influenzare l'andamento dei mercati finanziari a meno di ulteriori allarmi sui rischi del sistema creditizio. Sui mercati la giornata si è invece conclusa postivamente con la riduzione dello spread fra Btp italiani e Bond tedeschi tornato a quota 466, con gli interessi del titolo biennale tornati sotto il 5% a 4,97%. La svolta positiva è arrivata dall'asta dei Bonos spagnoli e dall'imprevisto boom di nuovi cantieri immobiliari negli Stati Uniti. Il tesoro iberico ha collocato 5,63 miliardi di euro in buoni a tre e sei mesi con rendimenti molto inferiori - più che dimezzati - rispetto alle precedenti aste dello stesso tipo. Nell'asta di obbligazioni a tre mesi sono stati collocati 3,71 miliardi con un interesse medio del 1,735%, rispetto al 5,11% dell'asta precedente. Per di più la domanda è stata molto alta, vicina a 18,5 miliardi di euro. Dopo l'asta, lo spread tra titoli a dieci anni della Spagna e della Germania è sceso a 317 punti. Il successo dell'asta, secondo gli analisti, segnala la buona accoglienza dei mercati al discorso inaugurale del nuovo primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, che ha annunciato, senza entrare nei dettagli, un piano di consolidamento dei conti pubblici e riforme per portare la Spagna fuori dalla crisi. Da Bruxelles è intervenuto il portavoce della Commissione Olivier Bailly: «Siamo fiduciosi che l'Ue raggiungerà il suo obiettivo di 200 miliardi» di ulteriori finanziamenti all'Fmi e l'accordo raggiunto lunedì in seno all'Eurogruppo è «un risultato molto buono che porterà al raggiungimento» dell'obiettivo complessivo. L'Europarlamento continua a restare favorevole all'introduzione degli eurobond, che devono essere considerati «una componente importante di soluzioni a medio termine», anche se «precondizione necessaria» rimane quella di un «coordinamento fiscale più forte». Fra i titoli italiani balzo ieri di Fiat (+7,14%), e Fiat Industrial (+3,70%) e di Mediaset che ha segnato un +5,92%. ©RIPRODUZIONE RISERVATA