Argentera, aria di rivolta contro il pirogassificatore
Il sindaco Bertot getta acqua sul fuoco delle polemiche e rimanda ai mittenti i dubbi riguardanti l'impianto di pirogassificazione di futura realizzazione in frazione Argentera. «Con la variante al piano regolatore recentemente approvata in assise abbiamo normato la costruzione di alcune serre coperte per la coltivazione di vegetali - spiga il primo cittadino - . E' vero che verrà costruito anche un impianto a biomasse per la produzione dell'energia elettrica e termica necessaria ad alimentare quelle strutture, ma ad autorizzarlo è compito della Provincia, non del Comune. Così come spetterà alla Provincia definire come procedere alla modifica delle viabilità in zona. Per quanto riguarda l'amministrazione, è certo che valuteremo le osservazioni ed i suggerimenti migliorativi che arriveranno dagli interessati al progetto. Sopratutto se avanzati dalla Coldiretti». (mt.b.) RIVAROLO Soffia forte il vento della rivolta ad Argentera, la frazione a sud di Rivarolo. A scatenare le ire dei residenti sarebbe la realizzazione di un impianto di pirogassificazione al confine col Comune di Rivarossa, nel bel mezzo di una piana ad evidente vocazione agricola, e a pochissima distanza da aziende zootecniche ed abitazioni private. Un impianto che, a quanto pare, dovrebbe avere dimensioni non indifferenti: ventimila metri quadrati di estensione. Di cosa si tratti è presto detto: serre per la coltivazione di prodotti vegetali in ambiente controllato, mediante l'utilizzo di energia termica ed elettrica prodotta da un cogeneratore, a bassa temperatura, alimentato a biomasse. Presumibilmente ad essere bruciato sarà del cippato di legno e ne occorreranno minimo venticinque tonnellate al giorno. Ma dovrà essere realizzata anche un'area di parcheggio dalla superficie minima di mille metri quadrati. Stando alle indicazioni contenute nella variante al piano regolatore, approvata nel corso dell'ultimo consiglio comunale, potrebbero persino sorgere dei locali destinati alla didattica ed all'ospitalità dei visitatori, oltre che altri interrati, ammissibili solo per esigenze tecniche connesse al funzionamento della centrale e soggetti alla valutazione geologica del rischio connesso alla loro costruzione. Insomma ciò che sorgerà in zona, nei dettagli, rimane ancora tutto da definire. Ma i timori dei residenti sono molti. «E' innegabile l'aumento di traffico di mezzi pesanti e non solo che si verificherà in zona - confida Roberto Audrito, titolare di un'azienda zootecnica sita a circa 300 metri da lugo in cui dovrebbe sorgere il pirogassificatore - . L'unica strada percorribile è talmente stretta che adesso come adesso faticano a passare contemporaneamente due utilitarie. Per non parlare dell'aumento delle esigenze di approvvigionamento e smaltimento idrico conseguenti all'instaurarsi della nuova attività. E già oggi la disponibilità di acqua è limitata. A me ed a molti altri sembra proprio l'ennesimo caso di speculazione privata». «Appena abbiamo saputo del progetto insieme ad altri residenti ad Argentera ed a Rivarossa siamo andati in Comune, a Rivarolo, per chiedere spiegazioni - aggiunge Audrito - . Il sindaco, Fabrizio Bertot, ci ha assicurato che l'intervento dell'amministrazione sarà rivolto a monitorare ciò che verrà realizzato. Intanto, noi cittadini abbiamo provveduto a contattare un tecnico per produrre delle osservazioni alla variante del piano regolatore approvata in consiglio. E stiamo anche pensando di costituire un comitato temporaneo che vigili su quanto verrà fatto e di lanciare una petizione». «Non possiamo nascondere di nutrire qualche preoccupazione anche per ciò che verrà bruciato - conclude Audrito - . Dovrebbe essere cippato, ma chi ci garantisce che sarà davvero così? Le perplessità restano tutte...». Ad Argentera qualche voce fuori dal coro si leva. In particolare due residenti che preferiscono rimanere nell'anonimato dichiarano: «Anche noi siamo andati in Comune per avere qualche informazione in più sull'impianto. Per quanto ci riguarda non siamo contrari al fatto che qualcuno voglia investire in zona. Vorremmo solo, però, che venissero effettuati degli interventi per migliorare la viabilità e perché venga controllato ciò che verrà immesso nel pirogassificatore». Mariateresa Bellomo