Rinasce San Pietro in Vincoli a Issiglio

ISSIGLIO Si è più volte accennato, ultimamente, ad una certa aria di rinnovamento che tira dalle parti di Issiglio. Certo il vero e proprio onore delle cronache, per il piccolo Comune, era stato raggiunto nel 2008, quando, con una buona dose di fortuna, un valligiano era riuscito a vincere oltre 40 milioni di euro al SuperEnalotto. Storia passata. Eppure, da allora, alcuni "anonimi" benefattori hanno contribuito a risistemare qualche bel gioiello locale. Come la chiesa di San Pietro in Vincoli, risalente all'ultimo decennio del Seicento. La facciata della pieve, per lungo tempo scrostata e ingrigita da strati di muffa, ha subìto, tra l'aprile e il giugno del 2011 un radicale restauro. E non sono mancate le sorprese. Infatti, durante un'accurata mappatura stratigrafica degli intonaci, i ricercatori si sono imbattuti in un antico affresco affiorante dalla calce, proprio sopra la mensola dell'ampio portale di noce. Un piccolo rettangolo incorniciato che racchiude la scena divina dello "svincolo" del santo patrono incatenato, grazie alla luminosa apparizione di un angelo. La rappresentazione, per la verità, è largamente compromessa da una lapide celebrativa in marmo, collocata da qualche ignaro, o sprovveduto scalpellino, agli inizi del secolo scorso. Ma la scoperta vale da sola la visita. La direzione dei lavori, sotto l'occhio attento della Soprintendenza, si è ispirata alla lezione del primo restauro settecentesco, scegliendo per la facciata una tenue, sobria calce rosa e, per le lesene, l'azzurro del cielo. Una riproposizione cromatica rigorosa e filologica, ma non proprio amata da tutti. Secondo qualche passante, infatti, «la parete sembra una storia d'amore da fumetto, con quell'azzurro e rosa, o una bomboniera». E anche la durata dei lavori, per qualcuno, è stata eccessiva. «Ai miei tempi - confida un vecchio muratore della valle -, per sverniciare un portone bastavano quattro ore, un po' di soda caustica e una spugna di mare. Oggi questi studenti delle Belle Arti hanno bisogno di quattro mesi». Polemiche a parte, arrivando dalla strada provinciale, la vista della facciata è davvero abbagliante e consente, oltre alla piccola cappella cimiteriale del tardo gotico, di non rimpiangere le ore trascorse gironzolando tra i vicoli del piccolo borgo della bassa valle. È bene infine ricordare che lavori di restauro hanno riguardato anche aspetti meno coreografici, ma molto utili per la conservazione futura del monumento. Ancora una volta, al generoso e anonimo finanziatore, sono andati i sentiti ringraziamenti della comunità e della parrocchia. Riccardo Frola