Trovato il pc del boss Zagaria In paese: ora chi ci dà il pane?
NAPOLI Da un computer, un Ipad ed un cellulare sequestrati nel nascondiglio sottoterra del superboss dei Casalesi Michele Zagaria potrebbe emergere la mappa completa dei collegamenti del potente clan del casertano. Nelle mani della Dda di Napoli ci sono anche elenchi di persone ed imprese taglieggiate, documenti definiti «molto importanti» dagli inquirenti. Ma a Casapesenna (Caserta), il giorno dopo l' arresto di Zagaria tra la gente c'è chi reagisce con fastidio nei confronti delle manifestazioni di esultanza. «Ora qui nessuno ci darà il pane», è uno dei commenti raccolti nella piazza principale del paese. Proteste anche per la presenza, durante le fasi dell'arresto, dell'ex capo della mobile di Napoli, Vittorio Pisani, indagato per favoreggiamento, falso e rivelazione di segreto in un'inchiesta della Procura sul riciclaggio di denaro nata dalle dichiarazione del boss ora collaboratore di giustizia Salvatore Lo Russo. L' attenzione degli investigatori ora si sofferma anche sul professionista, definito «ad alta specializzazione» che progettò il rifugio del latitante e sul proprietario dell'abitazione sovrastante, dove Zagaria si tratteneva. Vincenzo Inquieto, arrestato, è fratello del proprietario dell'Outlet di Aversa, che nel novembre 2010 la polizia semidistrusse nel tentativo di individuare il rifugio del boss. Intanto, Zagaria si trova da mercoledì sera nel carcere di Novara in regime di 41 bis, sorvegliato a vista, 24 ore su 24, in isolamento totale. Al suo arrivo si è limitato a rispondere alla domande sulla sua identità nell' ufficio matricole del penitenziario. Con l'arresto dell'ultimo capo storico, al vertice della più potente organizzazione camorristica - che dal casertano aveva steso i tentacoli nel Nord, diventando camorra imprenditrice - si apre ora la successione. «Adesso - osserva il procuratore aggiunto della Dda di Napoli Federico Cafiero de Raho - c'è bisogno di scardinare la borghesia mafiosa, di una bonifica sociale che passa necessariamente per una riqualificazione economica, sociale e politica».