Negozio di macelleria dato alle fiamme
SAN GIORGIO Continua l'ondata di microcriminalità che si è scatenata dalla scorsa settimana nel Canavese, tra furti e rapine. Questa volta succede a San Giorgio. Qui, nella notte tra martedì e mercoledì scorsi ignoti hanno appiccato il fuoco alla macelleria Musso in via Carlo Botta 1, che si trova dietro la chiesa parrocchiale, vicino alla scuola dell'infanzia. Per fortuna lo scoppio delle vetrate ha svegliato i residenti dell'abitazione situata di fronte la macelleria, che hanno subito avvisato i proprietari, residenti sempre a San Giorgio, ma in un'altra via. A loro volta, Marco Musso ed il padre Andrea, hanno allertato carabinieri e vigili del fuoco, cominciando a domare l'incendio con secchi d'acqua. «Devo dire grazie ai due giovani che mi hanno chiamato - racconta ancora visibilmente amareggiato Andrea Musso – e che poi mi hanno aiutato a spegnere le fiamme. Altrimenti il negozio sarebbe andato distrutto. Appena arrivati sul posto abbiamo anche temuto per la vita del nostro cane, Simba, che lasciamo di guardia nel retro della macelleria. Per fortuna Simba (uno stupendo esemplare di chow chow, ndr) è riuscito ad uscire nel cortile, ma la sua cuccia era completamente bruciata». Simba sta bene, anche se il giorno dopo appare ancora traumatizzato, ma i danni causati dall'incendio sono comunque ingenti. «Non li abbiamo ancora quantificati di preciso – aggiunge Musso – ma superano di certo i diecimila euro. La porta d'ingresso principale è andata completamente distrutta, come alcuni arredi, i muri sono anneriti e l'impianto elettrico è da rifare. Con mio figlio, a cui ho affidato la macelleria di famiglia, ci siamo messi subito al lavoro, ma ci vorrà almeno una settimana prima di riaprire il negozio. Per fortuna il nostro cane, a cui siamo molto affezionati, sta bene». Se, a quanto sembra, non dovrebbero esserci dubbi sull'origine dolosa dell'incendio, causato da liquido infiammabile introdotto dagli attentatori, dopo aver spaccato i vetri di due finestre, tutta da capire è la motivazione del gesto. «Quando i vigili del fuoco ci hanno detto che l'origine poteva essere dolosa – racconta ancora Musso – siamo rimasti allibiti. Noi non abbiamo mai ricevuto minacce o richieste estorsive ed in paese siamo benvoluti da tutti. E' la prima volta che subiamo un fatto del genere. Potrebbe anche essersi trattato di un atto vandalico». Ipotesi che gli inquirenti, al momento, tendono ad escludere. Dopo i sopralluoghi dei carabinieri del nucleo operativo di Ivrea, le indagini, affidate ai carabinieri della stazione di San Giorgio, sono scattate subito. (l.m.)