«Per me è stato un secondo padre»

Gli devo la cosa più bella che ho fatto nella mia carriera cinematografica. Con lui scompare per me un secondo padre, una Persona con la P maiuscola, unica nel nostro ambiente, un uomo straordinario». Sono parole dell'attore canavesano Stefano Saccotelli, che ricorda così la scomparsa di Vittorio De Seta, uno dei grandi maestri del documentario e del cinema italiano, morto martedì all'età di 88 anni. Con lui, nel 2006, Saccotelli interpretò il ruolo di don Sandro in "Lettere dal Sahara", ultima opera del regista calabro-siciliano che raccolse dieci minuti di applausi alla Mostra di Venezia 2006 ed ha riscosso premi e riconoscimenti in tutto il mondo. «Ricordo l'emozione, unica, di quel giorno - racconta Saccotelli -, ma prima ancora la grandissima soddisfazione di essere scelto da lui personalmente per il ruolo e lavorare insieme, dopo un provino che feci quasi per caso. Sin da quel momento, nacque, spontaneamente, un rapporto speciale tra noi: la chiamata per il film fu, forse, la naturale conseguenza, anche se rimane un fatto straordinario nella mia carriera di attore». Tra i tanti messaggi di cordoglio pervenuti alla famiglia De Seta, anche quello di Saccotelli: «Purtroppo - dice - impegni già assunti mi hanno impedito di recarmi ai funerali in Calabria, ma ho voluto essere in qualche modo vicino alla sua famiglia. Ogni anno ci sentivamo per gli auguri di Natale, l'ultima volta mi ha chiamato lui. So che stava lavorando ad un nuovo progetto, con l'energia di un ventenne che tutti gli riconoscevano».