Il duo comico Ficarra & Picone al Politeama

IVREA Il duo comico formato dagli attori Salvo Ficarra e Valentino Picone, stavolta anche nei panni di registi, con il film "Anche se è amore non si vede" (questo fine settimana in cartellone al Politeama), è giunto alla sua quarta divertente commedia degli equivoci, per la prima volta non ambientata in Sicilia. Diversi in tutto, dalla A alla Zeta, sono insieme da ben diciotto anni e non possono fare a meno di una battuta spiritosa sulla politica attuale, considerando il loro film come il primo della terza Repubblica, perchè noi italiani amiamo i sequel, dopo la prima Repubblica, c'è stata la seconda e ora la terza, abbiamo capito che questo nuovo governo è tecnico, quello di prima invece, era di fantasia, e in effetti era fatto da personaggi delle fiabe, Brunetta, La Russa, ci potevano stare pure Gambadilegno e la banda Bassotti... A pensarci bene era un governo che ricordava un po' "Natale a Miami". L'intervistatore chiede ai due: «Vi dispiace che sia caduto?». «Beh, queste ultime sere tornando a casa abbiamo pianto». «Con "Anche se è amore non si vede", abbiamo voluto fare come i cantautori che, qualunque cosa accada, parlano sempre e solo d'amore, e poi ci siamo ispirati all'Italia, alla concordia e all'armonia che regna ovunque. Quanto alla crisi, fino all'altro ieri, ci hanno detto che era passata, che gli alberghi e gli aerei erano pieni...». In questa nuova pellicola i due comici e i loro alter ego cinematografici, l'intraprendente e sfacciato Salvo e il timido e riservato Valentino, vivono a Torino, dove gestiscono una piccola agenzia turistica, avvalendosi della "preziosa" collaborazione di Natasha, tanto inesperta quanto bella. Sarà la fine di un amore - quello tra Valentino e Gisella (Ambra Angiolini) - a innescare una catena di equivoci sentimentali con i due soci impegnati (a loro insaputa) a cercare una fidanzata l'uno per l'altro. E sarà sempre una donna, Sonia (Diane Fleri), amica di vecchia data, che ricompare all'improvviso, a gettare ulteriore pepe all'interno di una vicenda già parecchio incasinata. Flavio Ruffatto