Tutti a scuola col sacchetto per i rifiuti

IVREA La raccolta dell'organico a scuola diventa oggetto di confronto a distanza tra Scs e Comune di Ivrea. Su chi debba fare cosa. Questo perché il servizio funzioni e gli istituti non rimangano a corto di sacchetti. Comincia Scs a sgombrare il campo dagli equivoci e a spiegare il dilemma: «I sacchetti per la raccolta dell'organico non rientrano nel pagamento della Tarsu come avviene, invece, per quelli di colore arancione e trasparenti utilizzati per la raccolta indifferenziata – puntualizza Ferdinando Giuliano di Scs -. Sono extra budget. Quindi devono essere comprati separatamente. Tra l'altro nostri incaricati, ogni ultimo venerdì del mese, sono presenti presso il palazzo municipale di Ivrea a disposizione degli utenti che avessero bisogno di ritirarli». E Giuliano coglie l'occasione per precisare: «Dall'11 giugno del 2011 è entrato in vigore un decreto legge che impone, per la raccolta dell'organico, l'utilizzo esclusivo di sacchetti compostabili certificati, che si disintegrano al 90%. Da non confondere con quelli biodegradabili che non necessariamente sono anche compostabili». Insomma, per quanti non lo sapessero, i sacchetti di plastica non solo sono da evitare, ma pure fuori legge. Quindi Giuliano suggerisce un rimedio a costo zero per non ricorrere nemmeno ai sacchetti e, nel caso specifico della scuola eporediese, superare l'impasse: «L'organico può essere conferito direttamente negli appositi contenitori con l'accortezza che questi vengano poi periodicamente lavati». Quindi la parola passa all'assessore alla Sostenibilità Ambientale, Paolo Dallan, che dicece: «Per quanto riguarda il Comune di Ivrea mi preme sottolineare che abbiamo impiegato fondi pari a 7mila e 700 euro per l'acquisto di sacchetti destinati alla raccolta dell'organico da distribuire alle famiglie. Appena sono venuto a conoscenza del problema della mancanza di sacchetti per effettuare la raccolta dell'organico che ha interessato, specificatamente, la scuola primaria cittadina, mi sono subito attivato chiedendo informazioni sull'accaduto alla direzione dell'istituto. Da quanto mi è stato riferito alcuni genitori, su invito della scuola, avrebbero portato dei sacchetti per contribuire alla raccolta dell'organico». Una matassa intricata di fatti che Dallan ricostruisce così: «Il problema è sorto per il fatto che la scuola, volendo effettuare una raccolta differenziata più attenta possibile dei rifiuti, aveva chiesto all'Ufficio Ambiente del Comune sacchetti appositi per l'organico, essendo terminati quelli a disposizione. Ma, in realtà il referente avrebbe dovuto essere l'Ufficio Scuole che si occupa di tutto ciò che attiene la pulizia degli edifici». L'Ufficio Ambiente comunque - prosegue Dallan, si era reso disponibile a fornire alla scuola alcuni contenitori da 10 litri per la raccolta dell'organico. Ma la proposta non era stata accolta dall'istituto per i problemi logistici di pulizia dei secchi che sarebbero sorti in seguito. Da qui la richiesta della scuola ai genitori di portare alcuni sacchetti per l'organico. Ora, come Comune, siamo disponibili ad andare incontro alle esigenze degli istituti scolastici e ad acquistare i sacchetti per l'organico, laddove ce ne fosse bisogno. Un sacchetto costa 0,18 centesimi, esistono confezioni da 840 sacchetti che costano 120 euro più Iva. Una spesa che, eventualmente, potremmo affrontare». «Al di là del polverone sollevatosi sulla vicenda – conclude l'assessore – mi sembra che alla scuola e alle insegnanti vada riconosciuto il merito di aver voluto solo trasmettere agli alunni l'importanza di effettuare una raccolta differenziata corretta dei rifiuti». Insomma, questione sacchetti dell'organico per le scuole risolta. Almeno quest'anno. Dalla direzione scolastica, più volte contattata senza risultato, per ora nessun commento. Maria Teresa Bellomo