Figlia morì per buca in strada Donna si incatena in Comune

SAN BENEDETTO DEL TRONTO Drammatica protesta ieri davanti al Municipio di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) di Luisa Scannapieco, madre di una ragazza morta a 17 anni in un incidente per una buca in strada il 6 giugno del 2000. Un incidente per il quale il giudice ha condannato il Comune di San Benedetto a risarcire la famiglia con una somma di 500 mila euro, mai erogata perchè l'assicurazione dell'ente si è appellata contro la sentenza. La donna si è incatenata davanti ai cancelli, costringendo gli impiegati comunali ad entrare da un ingresso laterale. Ad un certo punto si è anche stretta una pesante catena di ferro al collo, e per liberarla sono dovuti intervenire i vigili del fuoco. Già lunedì la mamma aveva dato vita ad una protesta analoga, e ieri ha minacciato altre iniziative eclatanti, come lo sciopero della fame. La figlia Carmela morì mentre attraversava in bicicletta il sottopasso ferroviario di Porto d'Ascoli: una ruota della bici finì in una grossa buca dell'asfalto, la ragazzina fu sbalzata prima contro un pilone e poi travolta da un'auto. «Il Comune ha ucciso mia figlia e ora vuole uccidere anche me» ha scritto la signora Luisa su un cartello.