La rivincita del conservatore mite

Mariano Rajoy è un veterano del Palazzo madrileno, un politico di vecchio stampo. È stato ministro e portavoce del governo con Josè Maria Aznar, che nel 2004 lo ha designato suo successore. Rajoy, spagnolo e galiziano, è nato a Santiago di Compostela 56 anni fa. Cattolico e uomo di famiglia, è stato battuto nelle elezioni del 2004 e del 2008 da Zapatero. Dotato di humor, ma non aggressivo, moderato e uomo di compromesso. Di lui la campagna elettorale ha dato una immagine di "forza tranquilla". Rajoy ha lavorato sull'idea di essere l'uomo in grado di dare al paese il cambio di cui ha bisogno. Trainato dal netto vantaggio nei sondaggi fin dall'inizio, ha fatto una campagna prudente. Ha evitato di prendere impegni troppo netti, in previsione delle scelte lacrime e sangue che dovrà fare per salvare il paese sul bordo del precipizio del debito. Grazie al solido appoggio della moglie Elvira 'Viri' Fernandez ha superato momenti molto difficili. La sconfitta imprevista alle politiche del marzo 2004 dopo i massacri dei treni di Madrid, e di nuovo quella nel 2008 contro Zapatero, che aveva scatenato una rivolta interna nel Pp. La stampa madrilena, forse anche con un po' di snobismo verso il provinciale galiziano, non lo ha molto amato, e lo ha accusato di esser noioso e restio alle decisioni difficili. Gli omosessuali temono che rimetta in discussione la legge sui matrimoni gay. Lui ha detto che preferirebbe le unioni civili ma non ha chiarito che cosa farà. Cammina un'ora al giorno, è tifoso del Real Madrid.