In chiesa con Elsa e poi al lavoro
di Annalisa D'Aprile wROMA «Per lavorare presto e bene, vi saluto». Non tradisce alcuna emozione il professore Mario Monti mentre annuncia di aver accettato con riserva l'incarico affidatogli dal presidente Giorgio Napolitano di formare un nuovo governo. Le poche lucide parole pronunciate dal neo senatore a vita intorno alle otto di sera, al termine del suo incontro con il capo dello Stato, sono all'insegna di quella sobrietà che, è ormai chiaro, rappresenta la sua nota distintiva. Il momento culminante della lunga giornata del presidente del Consiglio incaricato finisce come è iniziata: tra gli applausi di piccole folle radunate spontaneamente. Lo accompagnano quando, a sera, lascia il Quirinale (per incontrare a Palazzo Chigi il premier dimissionario Berlusconi), lo accolgono quando di mattina arriva a Palazzo Giustiniani dopo la messa e dopo una passeggiata in centro insieme alla moglie Elsa. Sotto il sole di un novembre ancora tiepido ci sarà anche il tempo di pranzare al Pantheon, un pasto frugale a base di filetto grigliato e insalata, a riparo da curiosi e soprattutto, dai giornalisti. Dallo sfarzo di palazzo Grazioli alla normalità dell'hotel Forum, tra via Cavour ed i Fori Imperiali (nel quartiere Monti, lo stesso di Napolitano), dove l'economista alloggia insieme alla sua signora. «Visto che splendida giornata?» dice Monti glissando con eleganza sulle domande dei cronisti che ieri mattina, assiepati fuori dall'albergo, cercano di strappargli qualche commento. Il professore respinge cordiale anche la domanda «è emozionato?» (decisamente troppo intima per un uomo così schivo) rispondendo «arrivederci, grazie». Dopo la messa nella chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza, nel rione Sant'Eustachio, la scena con la stampa si ripete. Monti, in completo blu scuro e cravatta blu, e signora, con pantaloni e maglia neri spezzati dallo sgargiante arancione della giacca-piumino, si concedono alle foto. Le persone che per strada lo riconoscono applaudono. Una signora si lancia in un «auguri presidente» e lui replica con un «grazie». Un cordone di sicurezza protegge la coppia consentendo di avanzare nella passeggiata verso palazzo Giustiniani. Un giornalista riprova a tirargli fuori una dichiarazione e chiede «professore, come si sente?» e lui, allarga le braccia verso l'alto, come a indicare il sole, e risponde serafico «benissimo». Forse l'unico brivido che Monti, abituato più alla compostezza che al suo contrario, tradisce è quando al caposcorta chiede «ma dopo questo finisce, vero?». Non per ora, presidente del Consiglio incaricato di riscattare l'immagine dell'Italia, di tranquillizzare i mercati e guidare il Paese fuori dalla crisi economica. Un compito per «supermario», come è già stato soprannominato il lombardo di Varese, 68 anni, economista italiano tra i più autorevoli all'estero, presidente dell'università Bocconi, commissario europeo (indicato proprio da Berlusconi e confermato poi dal governo D'Alema). Accanto a quest'uomo austero che sorride poco, una compagna di pari sobrietà. Elsa Antonioli, milanese, 67 anni, occupa da anni un ruolo di spicco nei vertici della Croce Rossa di Milano. Ma le cariche per la neo first lady contano poco, lei preferisce essere chiamata solo "volontaria". ©RIPRODUZIONE RISERVATA