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IVREA Sarà una perizia disposta dalla Corte d'Assise a stabilire se Matilde Ruggiero, la pensionata uccisa nel giugno del 2010 durante una rapina nella sua abitazione, è morta per asfissia o per una serie di concause legate allo stato di salute. Lunedì scorso i giudici di Ivrea hanno dato mandato a Giovanni Fassina, dell'Istituto di medicina legale di Pavia, di valutare sia le risultanze dell'autopsia sia la patologie pregresse della vittima, ossia un enfisema polmonare e l'ingrossamento del cuore. Lo specialista avrà sessanta giorni per consegnare i risultati e spiegare se le due malattie di cui soffriva la vittima possono aver giocato un ruolo determinante rispetto all'evento. La perizia era stata chiesta dalle difese dei tre imputati di omicidio preterintenzionale, come condizione indispensabile per accedere al rito abbreviato (sconto di un terzo della pena). Si tratta di Alfonso Pollidoro, 55 anni (avvocati Alessandra Bianco e Gianpaolo Zancan), Giorgio Sieno, di 48, (avv. Francesco Boggio) e Concetto Mazzarella, 46 anni (avv. Giuseppe Costanzo). I fatti risalgono al primo giugno dello scorso anno. Matilde Ruggiero, 77 anni, è nella sua abitazione di via Don Mosetto, quartiere San Giovanni, insieme al marito, Antonio Poddesu. I tre rapinatori in pochi secondi immobilizzano l'uomo, non vedente, ma non si aspettano la tenace resistenza della moglie. Per farla tacere la stendono a terra, le tappano la bocca con del nastro adesivo, spingendole la faccia verso dei cuscini. Quando lasciano la casa, la povera donna è già morta per asfissia e strangolamento. (vi.io.)