Zootecnia, settore vivace con produzioni di qualità
La Croce Rossa Italiana di Settimo Vittone effettuerà dei controlli gratuiti di colesterolo, glicemia e pressione arteriosa a Andrate nella giornata di domani, sabato 5 novembre. L'appuntamento è dalle ore 8.30 alle 12 al salone pluriuso di Andrate. L'iniziativa, ormai consolidata nei diversi comuni della ex Comunità Montana Dora Baltea, riveste un ruolo molto importante nel sensibilizzare la popolazione al concetto di prevenzione e alla cura di sé. I controlli sono gratuiti e rivolti a tutti, ma sarà comunque possibile contribuire con un'offerta libera. La Croce Rossa di Settimo Vittone, infatti, è alla ricerca di fondi per l'acquisto di un Fiat Doblò, allestito con pedana per il sollevamento di sedie a rotelle, che sarà adibito al trasporto degli infermi. Chi volesse contribuire può versare un'offerta alla sede della Croce Rossa, (a.a.) SETTIMO VITTONE Il 44 per cento dei formaggi tipici italiani viene prodotto in montagna con ben 214 diverse produzioni di qualità. In Piemonte la zootecnia si conferma un settore vivace nonostante il costante calo del numero di capi bovini, passati dal milione e centomila del 1988, agli attuali 834 mila. E' però aumentato il numero di capi monticati, oltre 103 mila, grazie alle politiche di sostegno attivate in questi anni. La radiografia del comparto zootecnico nelle aree montane è emersa nel corso del convegno dedicato al latte promosso dalla Pro loco e dal Comune di Settimo in occasione della Desnalpà. Un momento di confronto con produttori, esperti ed esponenti del mondo politico. Perchè il settore è importante. La filiera del latte continua a rappresentare un'importante risorsa con positive ripercussioni sulla gestione del territorio. Ma le criticità e i punti di debolezza non mancano, come evidenziato dagli interventi dei numerosi tecnici ed esperti invitati alla tavola rotonda di Settimo. «La frammentazione delle aziende, i deficit nei trasporti, la scarsa produzione, la debolezza della rete di distribuzione dei prodotti e la carenza di infrastrutture primarie in molti alpeggi sono oggi le maggiori criticità - ha evidenziato Luca Battaglini, dell'Università degli Studi di Torino -. Va inoltre colmato l'ampio divario dei livelli di produttività delle aziende montane con quelle di pianura. Per ogni ora lavorata in altura il reddito orario è di 2,72 euro mentre in pianura la quota sale a 15,43 euro». Uno squilibrio che si ripercuote sulle già precarie condizioni di salute di molte piccole aziende agricole e zootecniche che devono anche fare i conti con un tasso di burocratizzazione eccessivo e in certi casi davvero mortificante: «La politica ha il compito di sostenere l'imprenditorialità delle aziende e non limitarsi ad interventi di assistenza - ha affermato il consigliere regionale Roberto Tentoni -. La burocrazia è una triste creatura in bilico tra la giusta tutela delle procedure e l'eccessivo peso delle regole. Servirebbe un maggiore rispetto di queste regole per ottimizzare i carichi burocratici sennò il rischio è di entrare in un circuito senza vie d'uscita che blocca lo sviluppo». L'assessore provinciale alla Montagna, Marco Balagna, è intervenuto a lungo sulla questione: «In fase di definizione della nuova politica agricola comunitaria per il periodo 2014-2020 possiamo ancora farci sentire per delineare interventi volti a sburocratizzare le procedure per le aziende montane». Balagna ha quindi speso parole di preoccupazione in vista dell'abolizione delle quote latte nel 2015: «Servono misure compensative per tutelare i piccoli numeri della zootecnia di montagna». L'impegno emerso a livello comune, con la collaborazione delle associazioni di categoria, è quello di spendere al meglio le poche risorse a disposizione valorizzando la passione che tanti giovani fortunatamente ancora dimostrano verso l'attività agro-pastorale. Un sentimento prezioso da cui dipende la salvaguardia e lo sviluppo dei nostri territori. Amelio Ambrosi