Favria, task force contro i possibili sciacalli

FAVRIA Contro il pericolo di sciacallaggio una task force di volontari della Protezione Civile e condomini. Non sono finiti i guai per le ventisette famiglie sfollate a causa dell'incendio scoppiato venerdì scorso presso il palazzo "La Meridiana" a Favria. Nel timore che le case lasciate incustodite potessero divenire facile preda di delinquenti è, infatti, scattata un'operazione di monitoraggio dell'edificio 24 ore su 24. Durante la giornata, dal mattino fino alla sera, i residenti potranno temporaneamente tornare nei loro appartamenti. Ma dalle 17 fino a mezzanotte entreranno in azione i volontari della Protezione Civile a controllare che nessuno si introduca nelle case. Quindi ai volontari, nelle ore successive, daranno il cambio un gruppo di condomini. E così via fino alla fine della settimana. E sì perché solo sabato si saprà quando e se i favriesi sfollati potranno tornare nei loro appartamenti. I cittadini, nel tardo pomeriggio di lunedì, hanno avuto un incontro urgente con gli amministratori. Il vicesindaco Serafino Ferrino racconta: «Ci siamo adoperati per andare incontro alle esigenze dei condomini. Purtroppo i loro appartamenti non sono ancora agibili, ma in questi giorni sono in atto tutti i rilievi tecnici del caso. Poi spetterà ai Vigili del Fuoco stabilire quando le case potranno tornare ad essere abitate. Al momento non funziona nessuno dei servizi, l'impianto elettrico, ovviamente non è attivo, così come quello di riscaldamento. Insomma, per qualche giorno ancora, purtroppo, i cittadini sfollati dovranno continuare ad essere ospitati da parenti e amici, ma confidiamo che tutto rientri nella normalità nel giro di poco tempo. Questo richiede verifiche accurate a garanzia della sicurezza dei condomini». Ed a proposito dei controlli contro eventuali tentativi di furti Ferrino osserva: «Le case incustodite potevano diventare preda di persone senza scrupoli. In un primo momento i residenti de "La Meridiana" avevano pensato di attivare un controllo rivolgendosi alla vigilanza privata, ma il costo del servizio era davvero elevato. Così abbiamo pensato ad un'alternativa coinvolgendo i volontari della Protezione Civile che si alterneranno con gruppi di condomini, ma a vigilare penseranno anche le forze dell'ordine». Intanto, sembrano ormai chiare le cause dell'incidente. Non deriverebbero dallo scoppio di una caldaia come inizialmente si ipotizzava, ma da un corto circuito nel quadro elettrico condominiale posizionato all'interno del vano cantine. La precisazione arriva direttamente dalla ditta Olicar che si occupa della gestione del riscaldamento dello stabile. Mariateresa Bellomo