Israele accelera gli insediamenti
TEL AVIV L'ingresso della Palestina nell'Unesco, l'agenzia Onu per la cultura, si trasforma in un boomerang per il processo di pace. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu, che aveva definito la scelta frutto di «una manovra unilaterale» da parte palestinese, ha deciso di accelerare la costruzione di insediamenti in Cisgiordania e nell'area di Gerusalemme, per un totale di duemila nuovi alloggi. La decisione è stata presa durante la riunione del governo convocata per esaminare le conseguenze del voto di Parigi. Sarà inoltre bloccato temporaneamente il trasferimento di fondi all'Autorità palestinese. Il clima nei confronti del presidente Abu Mazen è ostile: per il ministro degli Esteri Avigdor Lieberman bisogna troncare i rapporti con l'Anp. Ritorsioni possibili anche nei confronti dell'Unesco, con l'ipotesi di negare l'accesso alle delegazioni. I palestinesi tuttavia proseguono la loro offensiva diplomatica e si preparano a chiedere l'adesione ad altre 16 agenzie internazionali. «Stiamo studiando gli aspetti legali» annuncia Ibrahim Khraishi, ambasciatore della missione a Ginevra. Ma la questione principale resta «quello che succederà a New York», dove la candidatura della Palestina all'Onu dovrebbe essere esaminata l'11 novembre. Il voto di lunedì a Parigi però complica il quadro. Dopo la decisione degli Usa di interrompere per protesta i versamenti all'Unesco (60 milioni di dollari), anche il Canada mette in dubbio la sua partecipazione. Sul fronte opposto, Mosca critica la decisione americana, definendo «legittima» la richiesta palestinese, mentre la Lega araba parla di «segnali negativi» per la pace.