Il Circus alla conquista dell'India
di ANDREA GABBI Non c'è trippa per gatti. Questa stagione di Formula 1 si sta trascinando verso la fine con il solito motivetto: Vettel è il migliore di tutti. Punto. MAI SAZIO Nella precedente uscita ci eravamo posti una domanda: il neo campione del mondo avrà ancora voglia di pestare sul gas o lascerà qualche briciola alla concorrenza? La risposta è arrivata perentoria dalla Corea. Vittoria schiacciante del tedesco che ha dominato in lungo e in largo per l'ennesima volta. LA REALTA' Mancavano una manciata di punti alla Red Bull per accaparrarsi anche il mondiale costruttori dopo aver messo in bacheca quello piloti. Vettel non ha voluto allungare troppo i tempi e ha chiuso i giochi subito, a modo suo. Anche questo titolo è strameritato ed è il frutto del lavoro attento della casa austriaca, capace di erigere una struttura dal nulla nel giro di pochissimi anni. Certo, i quattrini di sua maestà Mateschitz Sono stati fondamentali, ma la realtà è un'altra. Questa è una struttura all'avanguardia, che pensa al futuro e che ha in organico una serie di elementi di primissimo livello. LA COLONNA VERTEBRALE Red Bull vive (e vince) grazie a tre persone fondamentali. La prima è chiaramente Mateschitz, miliardario che da sempre ha dimostrato passione e attaccamento al circus. Poi c'è Adrian Newey, il genio messo al servizio del mondo delle quattro ruote. Lui è il vero padre di questa macchina perfetta. Poi c'è Sebastian Vettel. Un ragazzo che gara dopo gara ha dimostrato una crescita esponenziale nell'attenzione ai dettagli e nella precisione sul giro singolo. Questi tre personaggi sono la colonna vertebrale di un sistema collaudato che, al momento, non può essere scalfito. NUOVI MONDI Detto del livello altissimo raggiunto dalla Red Bull, la curiosità del circus è tutta per questo nuovo tracciato in terra d'India. Ecclestone ha centrato l'ennesimo bersaglio grosso: entrare nell'emergente mercato asiatico esportando il prodotto Formula 1 la dove l'economia non è ristagnante come in Europa. Il tracciato indiano è veloce, accattivante ma ancora tutto da scoprire. Sarà interessante vedere quale monoposto saprà adattarsi al meglio ad una pista nuova di zecca. PROVACI ANCORA FERNANDO Per la Ferrari sembrano poche le possibilità di poter chiudere con un successo la stagione. Si va quindi verso l'archiviazione del mondiale 2011 con un solo primo posto da ostentare: quello di Alonso a Silverstone. Fernando nelle ultime settimane non ha certo nascosto il suo rammarico per le performance della 150° Italia. Cavare un ragno dal buco in questo momento sembra davvero un'impresa ardua anche in considerazione del fatto che le Red Bull (e le McLaren di rimorchio) non vogliono mollare la presa. Alonso però è un lottatore, oltre ad essere un professionista d'altri tempi. Provare a piazzare una stoccata è d'obbligo, anche quando tutte le circostanze sembrano avverse. FACCCIA A FACCIA C'è poi l'incognita Massa. Felipe ha fatto flop, rassegnandosi ai limiti della Ferrari. Montezemolo ha fatto capire che sulla sua conferma per il 2012 non ci sono problemi. Sarà ancora lui la spalla di Alonso (e la cosa non può che rendere felice l'asturiano). Il brasiliano dal canto suo deve ritrovare se stesso al più presto, perché va bene che per vincere in futuro ci sarà da fare affidamento su una punta di diamante (e Alonso ha tutte le caratteristiche per esserlo), ma per tornare in alto come squadra servirà anche il suo apporto. CIAO SIC Un piccolo salto nella MotoGp è doveroso. Se ne è andato un grande come Marco Simoncelli e la cosa ha sconvolto tutti. Un incidente che ci ha fatto ricordare quanto può essere duro il mondo dei motori, sia che si tratti di due o quattro ruote. Nel circo mediatico delle frasi fatte e dei luoghi comuni bastano le frasi di Micheal Schumacher, uno che di moto se ne intende: «Le tragedie succedono perché in questi sport è praticamente impossibile eliminare i rischi». Tutto vero. Tutto tragicamente vero. ©RIPRODUZIONE RISERVATA