Volti e luoghi della memoria

SAN BENIGNO Se la Regione Piemonte pensa di cancellare il "Treno della Memoria", l'Anpi di San Benigno ha deciso che è importante ricordare il passato, non così lontano, del Ventennio. Per questo motivo, con il patrocinio del Comune organizza, per venerdì 28 alle 21 nei locali della Biblioteca Fasani, la proiezione di "Altri tempi. Volti e luoghi della memoria", un lungometraggio sul passaggio del Duce a Chivasso e a Volpiano, cui presenzierà anche Diego Novelli, in tempo di guerra sfollato a Lombardore. Siamo a metà marzo del 1939, quando Mussolini si trova a Torino per l'inaugurazione dello stabilimento Fiat di Mirafiori e passa nelle due cittadine bassocanavesane. «Il passaggio per Volpiano - spiegano i promotori dell'Anpi - venne filmato, con la propria cinepresa in 35 mm, da Don Salassa. A Volpiano era risaputa l'esistenza della pellicola, ma per molti anni l'originale documento è rimasto nascosto dentro polverosi cassetti. Pur con molti graffi, causati da ripetuti e impropri passaggi, il filmato è stato recentemente rinvenuto e quelle tremuli ombre, singolari e irripetibili, conservano in pieno tutto il loro fascino». Le riprese sul passaggio del Duce durano poche decine di secondi e lo stesso operatore, sempre in Volpiano, ha filmato anche degli sportivi che, in pieno inverno, con sci e rudimentali slitte, scendono dalla collinetta della Vauda su piste battute apposta per tali scopi. La durata delle riprese è molto breve e mancano il commento e le didascalie. «Proporre la visione di un corto – spiegano ancora i membri dell'Anpi – tale sono i nostri tre filmati, senza una sceneggiatura, avrebbe avuto come risultato una sequenza di sole immagini approssimativa e senza logica. Di qui l'idea di sviluppare una sceneggiatura, ben studiata, seguendo le regole e le convenzioni consigliate per i corti per ricavarne un filmato di gradevole visione. Sono state raccolte diverse testimonianze fra coloro che nel ‘39 furono inconsapevoli, forse anche spensierati testimoni adolescenti». Le immagini con i volti delle persone intervistate si alternano con filmati originali risalenti agli anni trenta e quaranta: il lavoro nei campi, la fienagione, la mietitura, la vendemmia e il bucato fatto a mano sulle rive dei fossi e anche la canavesana che fu il mezzo di trasporto privilegiato per coloro che all'alba si recava al lavoro in città, a fare il muratore o l'operaio nelle officine. «Il film – concludono – è commentato da una voce fuori campo. Le dirompenti immagini sui bombardamenti aerei provengono dagli archivi personali di amici statunitensi appartenenti a vari gruppi o associazioni di veterani della seconda Guerra Mondiale». (s.a.)