«Servono nuove regole»
«C'è l'esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d'impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione». Così scriveva la Bce nella sua lettera all'Italia del 5 agosto, proseguendo con la richiesta di «un'accurata revisione delle norme che regolano l'assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse umane verso aziende e verso i settori più competitivi». Chiaro era anche l'invito a mettere mano nel settore pubblico: «Il governo - scrivevano infatti Trichet e Draghi - dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover e, se necessario, riducendo gli stipendi».