«Intervenite sul Castello prima che sia troppo tardi»

MONTANARO È uno degli edifici simbolo di Montanaro ed è anche uno di quelli che più avrebbe bisogno di essere ristrutturati e valorizzati. Il Castello, che sino all'anno scorso ospitava gli anziani della casa di riposo, è attualmente inutilizzato e inutilizzabile. A chiedere un intervento dell'amministrazione comunale è il Partito democratico, che sottolinea l'urgenza di un rapido interventoper evitare che la situazione degeneri. «Le strutture del castello che risultano essere in grave stato di degrado e di abbandono, in particolar modo le due torri, che presentano seri danni al tetto», ricorda il Pd. «Ci chiediamo - provoca il segretario del Circolo Giorgio Gozzellino - se anche in questa occasione l'assessore alla cultura, cioè lo stesso sindaco, userà la scusa che non ci soldi per intervenire, cercando ancora una volta di nascondere l'immobilismo e l'assenza di questa amministrazione sulle questioni locali, oppure si assumerà le proprie responsabilità intervenendo per salvare un pezzo di storia montanarese che con il tempo rischia di andare distrutto. In questi giorni il capogruppo del Pd Luca Rastaldo ha presentato un'interrogazione comunale per chiedere chiarimenti sulla questione; se sindaco e giunta non dovessero intervenire, come Partito democratico ci mobiliteremo per organizzare un'iniziativa insieme alle associazioni culturali del paese e ai montanaresi per dire all'amministrazione in modo forte e chiaro che la storia montanarese non vogliamo che vada persa». Il Castello è legato alla storia dell'Abbazia di Fruttuaria e ha come importante elemento la Torre della Zecca, dove gli abati fruttuariensi battevano moneta, funzione esercitata fino al 1582 quando la Zecca fu chiusa per volere di Carlo Emanuele I di Savoia. Nei secoli ha avuto diversi utilizzi, l'ultimo dei quali proprio quello di casa di riposo per gli anziani montanaresi, sino a quando su indicazione dell'Asl è stata chiusa perché non ottemperante alle indicazioni di sicurezza. In diverse occasioni gli amministratori hanno ribadito la volontà di non lasciare andare in rovina l'edificio, ma anche la grande difficoltà di reperire fondi sufficienti per riportarlo all'antico splendore. (s.a.)