Stasera l'esordio in consiglio di Dolores Binando
SAN GIORGIO CANAVESE Entra ufficialmente in consiglio stasera, mercoledì 26 ottobre (ore 21) Dolores Binando, prima esclusa della lista "Sangiorgesi e Cortereggesi uniti e liberi per il bene di San Giorgio". Prenderà il posto di Silvia Givogre, che dopo aver aderito ufficialmente al gruppo indipendente "Solidarietà e partecipazione", fondato dagli ex di maggioranza Sergio Comoglio e Roberto Meotto, aveva poi rassegnato le dimissioni poco prima del consiglio dello scorso giovedì. Quello che avrebbe dovuto essere l'ultimo del sindaco Arri rimasto senza la maggioranza numerica. Le dimissioni di Givogre erano poi state protocollate prima di un consiglio lampo svoltosi alle 12 di sabato scorso. L'assise era necessaria per approvare la delibera relativa alla salvaguardia degli equilibri di bilancio che non era passata in seguito all'apertura della crisi del governo Arri. Alla delibera hanno espresso voto favorevole anche i consiglieri di minoranza Sergio Algostino, Bruno Reinerio e Mario Binando, assenti invece Andrea Zanusso di "Innovazione per San Giorgio", Meotto e Comoglio. «Ma - assicurano i due consiglieri, seppur molto amareggiati dagli sviluppi inaspettati -, continueremo ad occuparci della vita amministrativa del paese. Passeremo ufficialmente all'opposizione, restando però autonomi come gruppo, e lavoreremo in un'ottica di controllo sull'operato della maggioranza, senza quello spirito collaborativo che ci aveva guidati finora, e che si è dimostrato inutile. E' vero, il sindaco ha cercato con noi un dialogo: ci ha invitati a formulare proposte concrete, ha detto che si sarebbe impegnato personalmente a rispettare la nostre richiesta di un cambiamento di comportamento nei nostri confronti e verso i cittadini. Ma non ha potuto parlare a nome del suo gruppo di maggioranza. Quindi non aveva senso accettare il suo invito. Poi a noi le poltrone proprio non intessano, altrimenti avremmo tenuto quelle che avevamo già. Inoltre il sindaco mente quando afferma che Givogre, se fosse stata presente non avrebbe mai votato contro gli equilibri di bilancio, e che non avrebbe voluto l'arrivo del commissario. Givogre sapeva benissimo quello che sarebbe successo, ed ha sempre appoggiato le nostre scelte. Per questo Arri aveva chiesto le sue dimissioni. Per cui siamo convinti sia stata sottoposta a pressioni veramente forti ». (l.m.)