Borgofranco, torna a splendere l'organo
Il sindaco di Romano, Oscarino Ferrero, sarà un dei tre relatori al Convegno internazionale dedicato alla valorizzazione dei centri storici e del territorio, promosso dalla TMC (Town Centre Management) Italia, con il patrocinio di Tocema Europe, in programma il 3 novembre al Lingotto Fiere a Torino. Oscarino Ferrero sarà chiamato ad illustrare la sua esperienza: "Romano Canavese, naturalmente! Quando il management di un centro storico diventa il valore aggiunto di un territorio". A confrontare le rispettive esperienze sull'argomento saranno l'urbanista Catherine De Zuttere, del Centro studi e ricerche urbane di Bruxelles, chiamata ad illustrare "L'area del ‘Pentagone' a Bruxelles: Mr. Unesco e l'importanza del management nell'azione di valorizzazione", e il manager Duc di Cremona, Valeria Lorenzelli. Un bel riconoscimento per Romano, come ha spiegato lo stesso sindaco Oscarino Ferrero, scelto dalla curatrice del convegno Elena Franco per il suo impegno programmatico e operativo promosse sul territorio. Dal restauro delle facciate e delle icone votive, alla recente convenzione con il Dipartimento di Agronomia, Selvicoltura e Gestione del Territorio dell'Università degli Studi di Torino per uno studio approfondito sull'agricoltura e sulle colture locali. Iniziative orientate a favore della riqualificazione e rilancio dell'ambiente, della immagine, della cultura e dell'economia di Romano Canavese. BORGOFRANCO Serata davvero interessante quella organizzata di recente dalla parrocchia, in collaborazione con l'associazione Mario Clemente, in cui i fratelli Stefano, Marco e Giovanni Marzi, organari, hanno presentano al pubblico il restauro compiuto sull'organo Ramasco-Foglia (1747- 1897) e ne hanno illustrato struttura e funzionamento con l'ausilio di proiezioni, filmati e con l'intervento alla tastiera dell'organista Emilio Giachino. «L'organo della chiesa parrocchiale, collocato in cantoria lignea posta in controfacciata sulla bussola d'ingresso - spiega il professor Giachino - vanta una storia antica. Fu infatti costruito nel 1747 da Giovanni Michele Ramasco di Andorno. Tutto contenuto nella cassa centrale dell'attuale organo, lo strumento fu in funzione anche per buona parte del secolo successivo». «Nel 1897 - racconta Giachino - si decise di arricchirlo di alcuni registri e di adattarlo al gusto del tempo e la ricostruzione e l'ampliamento furono affidati all'organaro Giovanni Foglia di Bergamo che conservò gran parte delle canne del primitivo organo Ramasco (Principale 8', Ottava 4', Decimaquinta 2' Ripieni 4 file, Flauto 4', Flauto in XII, Voce umana), costruendo però un nuovo somiere e aggiungendo alcuni registri alla tastiera (Dolciana 8', Viola gamba 8', Tromba e fagotto 8') e due registri alla pedaliera (Contrabbasso 16' e Basso armonia 8')». Si rese allora necessaria la costruzione delle due casse laterali per contenere la basseria e i nuovi mantici. «Un successivo intervento del 1937, non significativo dal punto di vista fonico, ma peggiorativo dal punto di vista meccanico - sottolinea il professore, organista da oltre trent'anni e grande conoscitore dello strumento di Borgofranco - non è stato ripristinato con l'attuale restauro. Il recente restauro dello strumento è stato eseguito dalla ditta organaria Marzi di Pogno (Novara), mentre il restauro della cassa e della cantoria è stato effettuato da Margherita Riccardi. Va ricordato che con i suoi 15 registri, l'organo originario era all'epoca tra i più grandi strumenti, se non il più grande, dell'intera Diocesi di Ivrea e quanto rimane tuttora è pur sempre il più importante nucleo di canne di Michele Ramasco conservate su uno strumento. Il restauro dell'organo Ramasco-Foglia va ad aggiungersi ai numerosi interventi che negli ultimi anni hanno visto ritornare al loro antico splendore il pregevole coro settecentesco, la sacrestie, il lavamani e la copia dell'Annunciazione del Gentileschi. L'organo Giovanni Foglia di Bergamo, con relativa cassa e cantoria, nel febbraio 2010 è stato dichiarato di particolare interesse storico artistico dalla Soprintendenza per i Beni storici, artistici e demoetnoantropologici del Piemonte. «Il restauro – ricorda ancora Giachino - è iniziato nell'autunno del 2009 con lo smontaggio dello strumento, il lungo intervento in laboratorio e il suo rimontaggio conclusosi nell'estate del 2011. Il costo complessivo del restauro ammonta a 40.000 euro, cui vanno aggiunti i costi di restauro e pulizia della cassa e della cantoria affidati alla restauratrice Margherita Riccardi. Hanno contribuito alle spese la Società sportiva Tennis Borgofranco, che ha devoluto la somma residua al momento del suo scioglimento, la Fondazione CRT, l'8 per mille. Il rimanente 40% dovrà essere coperto attraverso la generosità dei borgofranchesi». Generosità che non si sta facendo attendere e che non dovrà assolutamente venire meno anche nei prossimi tempi. L'organo storico della parrocchiale sarà così ancora di più patrimonio di tutti i borgofranchesi. Per offerte e ulteriori informazioni, rivolgersi al parroco, don Leo Bovis, o all'organista Emilio Giachino. Franco Farnè