Islamici in testa, ma c'è chi teme brogli
Centinaia di persone hanno manifestato ieri a Tunisi contro il partito islamico moderato Ennahda, accusato di aver vinto le elezioni ricorrendo ai brogli. La folla si è radunata all'esterno del palazzo dove si trova la commissione elettorale mostrando cartelli con su scritto «Quale democrazia?» e «Vergogna Ghannouchi», riferendosi al leader di Ennahda Rachid Ghannouchi. Nonostante le proteste, gli ufficiali incaricati di vigilare sul voto hanno riferito solo di piccole irregolarità e gli osservatori internazionali si sono detti «soddisfatti». «Elezioni corrette e trasparenti» ha detto Cassam Uteem, ex presidente delle Mauritius, capo di una mssione di 65 osservatori di 25 nazionalità. I primi dati ufficiali, relativi a cinque circoscrizioni confermano che Ennahda è avanti ovunque, e al momento si aggiudica 15 seggi su 39 della futura Assemblea Costituente. Al secondo posto, i laici di sinistra del Cpr, con sei seggi. Cinque se ne aggiudica invece una lista indipendente guidata da Hachmi Haamdi, un ricco uomo d'affari con base a Londra.