Il Raìs sepolto nel deserto La tomba resterà segreta

ROMA Muammar Gheddafi riposa nel deserto. Il colonnello è stato sepolto in una località segreta all'alba di ieri dopo una scarna cerimonia funebre, celebrata - come il Raìs aveva chiesto - nel rispetto del rituale islamico. Per accompagnarlo nel suo ultimo viaggio, dopo che il corpo era stato prelevato dalla cella frigorifera del mercato di Misurata, il Consiglio nazionale di transizione ha scelto tre uomini che erano stati catturati con lui durante la sanguinosa fuga da Sirte: lo sceicco Khaled Tantoush, suo assistente spirituale personale, e due cugini, Ahmed Ibrahim e Mansour Dhao Ibrahim, ex capo della temutissima Guardia del popolo, una delle milizie scelte della scomparsa Jamahirya. Con l'ex dittatore libico sono stati sepolti il figlio quartogenito, Mutassim, e l'ex ministro della Difesa Abu Bakr Younis Jaber, entrambi uccisi come Gheddafi in circostanze ancora poco chiare che ora l'inchiesta chiesta dalla comunità internazionale e annunciata lunedì dal Cnt dovrà chiarire. «Dopo che lo sceicco ha concluso le preghiere i corpi sono stati consegnati a rappresentanti del Cnt che li hanno portati lontano, molto lontano, nel deserto» ha detto il comandante dei ribelli di Misurata, Abdel Majid Mlegta. Il nuovo governo libico vuole evitare che la tomba si trasformi in luogo di culto da parte dei lealisti, ma anche che sia fatta oggetto di atti vandalici. «Sono stati inumati con il dovuto rispetto» ha assicurato un esponente del consiglio militare di Misurata. Saif al-Islam, figlio ed erede designato di Gheddafi, braccato dal Cnt, sarebbe intanto in una zona di confine, pronto a entrare in Niger. Sarebbe scortato da ex combattenti tuareg. Nella stessa area si troverebbe Abdallah al Senussi, ex capo dell'intelligence libica. La moglie e i figli superstiti del Raìs, attualmente ad Algeri, sarebbero invece in procinto di partire per il Sudafrica, paese in cui si trova la maggior parte dei fondi della famiglia e disponibile a ospitare tutti i membri del clan, compresi i figli maschi. Il Cnt, intanto, ha chiesto alla Nato di prolungare «almeno di un mese» la missione Unified protector dopo che il segretario generale Ander Fogh Rasmussen ha indicato il 31 ottobre come data di fine delle operazioni. «La Nato si consulterà con le Nazioni unite e con il Cnt prima di prendere la decisione finale» è stata la replica della Nato. Il Consiglio atlantico si riunirà oggi a livello di ambasciatori per prendere una decisione. Il Paese liberato ieri è stato però segnato da una nuova tragedia: un deposito di carburante è esploso nella notte di lunedì a Sirte, ultima roccaforte di Gheddafi, provocando un incendio devastante e cento morti, oltre a una cinquantina di feriti.(m.r.t.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA