Proclamato lo stato di agitazione alla Verrès Spa
VERRES Trema il comparto industriale della Bassa Valle. La crisi economica continua a creare incertezza e l'elenco delle aziende in difficoltà si allunga. Da giorni l'attenzione è puntata tutta sullo stato di salute della Verrès Spa. La situazione è a dir poco drammatica: l'azienda è stata messa in liquidazione, passo che sarà formalizzato dai soci entro l'inizio del mese di novembre. Le segreterie regionali di Fim-Cisl, Fiom Cgil, Savt Met e Uilm Uil hanno proclamato lo stato di agitazione per tutto il personale della Verres Spa. Il bilancio dell'azienda di monetazione è disastroso. Per il terzo anno consecutivo la società chiuderà infatti i suoi conti in negativo: al 31 agosto 2011 la Verrès Spa ha fatto registrare una perdita di 3,8 milioni di euro - alla quale si aggiungeranno le mancate entrate derivanti dalla risoluzione di un contratto con la Thailandia per il conio della moneta locale, il Baht - che andrà a sommarsi a quella già accertata e che dovrebbe portare alla completa erosione del capitale sociale, pari a 5,6 milioni di euro. La liquidazione appare oggi come un passo obbligato che consentirà di azzerare il Consiglio di amministrazione e di definire l'effettiva consistenza patrimoniale della società. La Verrès è partecipata al 55% dal Poligrafico dello Stato, che esprime 4 dei 5 consiglieri di amministrazione, tra cui il Presidente del Cda e l'amministratore delegato. La finanziaria Finaosta detiene il 27,35% del capitale azionario. La restante quota appartiene a privati residenti all'estero. La messa in liquidazione della società dovrebbe portare alla fuoriuscita di questi ultimi, consentendo così di semplificare il quadro societario per le decisioni future. Sulla crisi dello stabilimento della Bassa Valle la Regione, attraverso la sua partecipata, Finaosta, assicura la massima attenzione affinché vengano messe in atto tutte le azioni per poter assicurare il futuro della società. Amelio Ambrosi