Bersani conferma, in piazza il 5 novembre

di Cristiano Lozito wROMA L'opposizione si divide sulle strategie antiviolenza: il leader dell'Idv si rimangia la battuta di lunedì sulla «necessità di una Legge Reale bis», e parla di «improvvisati commentatori che hanno espresso giudizi sulle nostre proposte senza averle lette», di fatto polemizzando a distanza col Pd. Tanto da dire, in una conferenza stampa al Senato, «buttiamo la Legge Reale nel cesso: noi intendiamo riaffermare il diritto dei cittadini a manifestare liberamente in modo pacifico». Da qui dunque la richiesta di pene più severe per i black bloc e maggiori dotazioni alle forze di polizia, strategia che l'Idv promuoverà con due decreti legge che recuperano alcune norme già utilizzate contro il tifo violento del calcio, come il Daspo e l'inasprimento della pena nell'ipotesi di lesioni personali nei confronti del pubblico ufficiale in servizio di ordine pubblico e di danneggiamento quando i fatti vengano commessi durante manifestazioni pubbliche. Il Pd risponde indirettamente a Di Pietro col segretario Pierluigi Bersani, che testimoniando una visione del problema decisamente diversa da quella del leader dell'Idv, ha ribadito la sua contrarietà «a legislazioni speciali. Si può invece affinare la normativa per prevenire, e siamo perché le forze dell'ordine siano attrezzate meglio e non massacrate dai provvedimenti di questo governo». Bersani ha confermato poi la manifestazione indetta per il 5 novembre, nonostante il divieto imposto dal sindaco Gianni Alemanno: «Sarà un grande appuntamento pacifico - ha detto il segretario del Pd - una festa e un regalo per Roma. Il modo per rispondere alla violenza non può essere una restrizione dello spazio democratico». Il segretario del Pd ha poi spiegato che la manifestazione sarà rivolta «non solo ai nostri militanti, ma a tutte le associazioni, le persone, i movimenti che possono venire anche non con le nostre bandiere ma con la bandiera dell'Italia. Diremo una parola sulla ricostruzione del Paese, sulla prospettiva democratica, la possibilità di riprendere il cammino. Ci sarà, insomma, la parola fiducia». Bersani ha concluso sostenendo che la mobilitazione «dovrà servire anche ad accogliere alcuni dei messaggi dispersi dalla violenza subita dai giovani indignati. Quel movimento non ha avuto la possibilità di esprimersi e aveva invece alcune buone ragioni. Bisogna assolutamente cautelarsi dalle provocazioni altrimenti i messaggi si perdono nel vento». ©RIPRODUZIONE RISERVATA