Con avida insistente speranza

CUORGNE' Si intitola "Con avida, insistente speranza" la mostra fotografica dedicata alla straordinaria avventura del Beato don Carlo Gnocchi che verrà inaugurata sabato 15 ottobre, alle 17,30, nell'ex chiesa della Trinità di via Milite Ignoto a Cuorgnè. L'esposizione è organizzata dai gruppi Ana(Associazione Nazionale Alpini) di Castellamonte, Castelnuovo Nigra, Cuorgnè, Frassinetto, Issiglio, Locana, Lugnacco, Noasca, Pont, Ronco, Sparone, Vico, Vidracco, Vistrorio, Traversella e Valperga, con il patrocinio dell'amministrazione comunale cuorgnatese. All'inaugurazione della mostra, che sarà visitabile fino a domenica 23 (orario: feriali 9,30- 12,30; sabato e domenica 14,30- 18,30), interverrà Emanuele Brambilla, responsabile della comunicazione della Fondazione don Gnocchi. Alle 21, nella chiesa parrocchiale di San Dalmazzo, si terrà il concerto del Coro ANA di Moncalieri. Sabato 22, sempre alle 21, in parrocchia, si esibirà il Coro Ana della sezione di Ivrea. Domenica 23, alle 9,30, ritrovo nell'ex chiesa della Trinità, sfilata dei partecipanti alla casa del generale Giuseppe Perrucchetti, ideatore del Corpo degli Alpini, e deposizione di una corona d'alloro. Parteciperanno l'Accademia Filarmonica dei Concordi di Cuorgnè ed il Coro "I Murfej" di Salto. Alle 10,30, nella parrocchiale di San Dalmazzo, funzione religiosa celebrata da monsignor Angelo Bazzari, presidente della Fondazione don Gnocchi. Don Carlo Gnocchi, nato a San Colombano al Lambro il 25 ottobre 1902 e ordinato sacerdote nel 1925, ben presto si fece apprezzare per l'intensa attività nella pastorale giovanile. Nel 1936 venne nominato dal cardinale Schuster direttore spirituale dell'Istituto Gonzaga dei Fratelli delle Scuole Cristiane, una delle più prestigiose scuole di Milano. Ai suoi ragazzi, don Gnocchi proponeva iniziative di carità concrete, portandoli nelle periferie cittadine e negli istituti di ricovero come il "Piccolo Cottolengo" aperto da don Orione. Per seguire i suoi ragazzi, in partenza per il fronte nella seconda guerra mondiale, don Gnocchi non esitò a presentarsi volontario come cappellano militare e venne destinato sulle montagne greco- albanesi con la divisione alpina "Julia". Ma fu la drammatica campagna di Russia con gli alpini della "Tridentina" che segnò la svolta decisiva della sua vita, facendogli maturare la scelta di dedicarsi totalmente agli orfani ed alle vedove dei suoi soldati. Alla fine del conflitto, assunse la direzione dell'Istituto Grandi Invalidi di Arosio dove accolse i primi orfani di guerra. L'opera crebbe in modo prodigioso, in ogni parte d'Italia. Don Gnocchi morì il 28 febbraio 1956 compiendo un ultimo, estremo gesto d'amore: la donazione delle cornee, l'unica parte non intaccata dal male incurabile che lo stroncò, a due dei suoi "mutilatini". Il 25 ottobre 2009, durante una solenne celebrazione in piazza del Duomo a Milano, davanti a 50 mila persone, don Gnocchi, è stato elevato agli onori degli altari e proclamato beato. Alla sua intercessione, è stato attribuito il miracolo avvenuto a un alpino bergamasco, Sperandio Aldeni, incredibilmente sopravvissuto ad una scarica elettrica mortale. Chiara Cortese