La maggioranza scommette su "quota 316"
di Andrea Palombi wROMA Una cosa è certa. Comunque vada a finire il voto di oggi, le elezioni sono più vicine. Ci si arriverà certamente se Berlusconi, come tutto fa pensare, riceverà l'ennesima fiducia dalla Camera. Anche il Cavaliere ha infatti ormai capito che con una maggioranza raccogliticcia e sfilacciata come quella con cui sta disperatamente cercando di resistere non potrà mai arrivare al 2013. Il suo traguardo reale non è più dunque la fine della legislatura, ma quello di "mangiare il panettone", come si diceva nella prima Repubblica. Vale a dire di arrivare a Natale. Dopo di che si potrebbe aprire una crisi a gennaio senza il timore che si possa formare un nuovo governo, ma con la ragionevole certezza di andare al voto a marzo-aprile. Ma oggi anche l'obiettivo di arrivare a Natale non è affatto a portata di mano per Berlusconi. Sulla sua strada ci sono almeno due ostacoli per niente facili da superare. Il primo è strettamente legato ai numeri che emergeranno oggi a Montecitorio. Si diceva che il governo dovrebbe avere la fiducia. Ma nel Pdl temono "trappole", e comunque conterà anche l'ampiezza della maggioranza. Specie dopo che Napolitano ha chiesto una risposta «credibile» al premier e al Parlamento sulle condizioni di effettiva governabilità in uno dei momenti più difficili per il Paese. Da ieri nel Pdl si fanno e si rifanno i conti. Verdini è scatenato e il Cavaliere ha ordinato che i deputati del Pdl vengano contattati uno per uno per non avere sorprese. Eppure fra scajoliani (si fanno i nomi di Destro, Antonione e Gava), responsabili (Sardelli, ma non solo), amici di Micciché, e scontenti in ordine sparso (Mannino e Nucara), diversi voti potrebbero mancare. Ci sarà invece, di sicuro, il voto contrario di Santo Versace. Secondo gli ultimi conti quota 316 (la maggioranza assoluta della Camera) dovrebbe essere certa. I più ottimisti si spingono a prevedere 320 voti. Se così fosse, Berlusconi avrà diverse chances di sopravvivere fino a Natale. Se invece dovesse restare sotto quota 316, tutto sarebbe più complicato, e alta la probabilità di nuovi "incidenti". Ma c'è un altro dato preoccupante che anche ieri è emerso con forza. Ed è il fatto che ormai l'opposizione più dura a questo governo è rappresentata dai mercati. Forse è una coincidenza il fatto che la Borsa siaracollata, e lo spread fra i nostri Btp e i bund tedeschi sia tornato a schizzare verso l'altro proprio mentre il Cavaliere parlava. Certo non è una coincidenza che Milano abbia conquistato per l'ennesima volta, e di gran lunga, la maglia nera fra le piazze d'affari. E non è una coincidenza il fatto che il nostro spread sia ormai stabilmente peggiore di quello della Spagna. Il concetto è stato esplicitato ieri da Corrado Passera (Banca Intesa): la debolezza politica di questo governo «non aiuta il Paese». ©RIPRODUZIONE RISERVATA