Masterplan di Polaris Se l'ambiente è la grande risorsa

COSSANO «Forma plasmata che solo vivendo evolve». Prendendo a prestito una celebre frase di Wolfang Goethe, tratta dalla "Metamorfosi della natura", Andreas Kipar, il celebre architetto paesaggista (di origine tedesca, come lo stesso Goethe) del pool di professionisti Polaris ha ben sintetizzato le proiezioni del masterplan strategico per la valorizzazione dell'Anfiteatro morenico di Ivrea, presentato nel corso di un convegno svoltosi giovedì nel salone della biblioteca di Cossano, preludio, tanto per restare in tema di promozione alla "Sagra del Fungo". Alla base del progetto Polaris, decollato due anni fa, c'è un innovativo rapporto tra cultura e natura che potrebbe offrire un "vestito" nuovo al turismo canavesano. Un vestito verde, naturalmente dove la valorizzazione del paesaggio, inteso come espressione della società per garantire uno sviluppo sostenibile, è l'elemento primario. «Il paesaggio - ha detto Andreas Kipar nel suo appassionato intervento – svolge un ruolo centrale all'interno di un modello di sviluppo territoriale basato sulla consapevolezza e sulla sostenibilità caratteristico della fase storica che sta attraversando l'Europa. Dobbiamo riposizionarci con la natura, andare dentro il paesaggio». Le idee di Polaris sono tante. Idee in cui hanno già creduto sostenendo finanziariamente la fase progettuale la Fondazione Crt, la Camera di Commercio di Torino e cooperativa Aeg, la Provincia di Torino, che l'ha inserito all'interno del piano di tutela del paesaggio ed i Comuni di Ivrea, Cossano, Settimo Rottaro, Caravino e Vestignè. Alcune di queste idee sono già operative, come l'iniziativa "Adotta un sentiero". E sono tutte finalizzate a creare modelli innovativi orientati alla promozione del territorio e divisi per livelli di eccellenza. In cima alla lista ci sono i sentieri: undici circuiti tematici per un totale di duecento chilometri lineari, quelli disegnati da Polaris che raccontano la storia, la cultura, condita da un pizzico di magia e di leggenda dei paesi adagiati nell'anfiteatro morenico. A questo, nel gruppo di Polaris, pensa Mario Tassoni, autore del primo volume organico dedicato all'anfiteatro morenico di Ivrea. E poi progetti scientifici, l'archeoastronomia legata alla valorizzazione della Pera Cunca e dei suoi boschi, l'agricoltura, incrementare le potenzialità delle risorse naturali, i collegamenti con la Valle D'Aosta, con Torino, Milano. Un sistema già ricco di per se stesso, che deve essere capace di far interagire tutti gli elementi. «Dobbiamo ripensare alle strategie di sviluppo del nostro territorio – ha osservato l'assessore provinciale Alberto Avetta - soprattutto se inserite in progetti integrati di area vasta come quelle indicate da Polaris. Il periodo è congruo poiché in questa direzione la progettualità ha avuto movimenti interessanti: penso alla via Francigena, al Distretto commerciale, alle iniziative del Fai. L'importante è non fermarci davanti ad una primogenitura, ma comporre ciascuno una parte del puzzle». Già, il coordinamento e l'avvicinarsi di tutte le iniziative di qualità sul territorio (che cominciano ad essere tante) che sostengono che uno sviluppo vero lungo questo filo conduttore, per il Canavese è possibile. Per lo staff di Polaris, al convegno era presente anche l'architetto Fortunato d'Amico, che ha ripercorso le tappe del gruppo di lavoro, mentre a fare gli onori di casa c'era il sindaco di Cossano, Giovanni Gianotti. Una curiosità: il masterplan sarà presentato a Milano, con la presenza del presidente della Provincia Antonio Saitta.(l.m.)