Ecco il film "Drive" premiato a Cannes con Ryan Goslin

IVREA E' stata una delle piacevoli sorprese dell'ultimo festival di Cannes, vincitore del premio come miglior regista al danese Nicholas Winding Refn, per il film Drive (in programmazione al cinema Politeama in questo fine settimana) suo secondo impegno negli Stati Uniti. E' diverso da quelli di Hollywood, fuori dagli schemi tradizionali, ed è subito stato definito "il nuovo Tarantino". Drive è ambientato in una Los Angeles inedita, con una miscela esplosiva di ritmi, musica, automobili e sangue, che ricordano le atmosfere del vecchio cinema poliziesco. Il "drive" del titolo, cioè l'autista, non ha nome ma il volto di Ryan Gosling, uno dei più promettenti giovani attori emergenti del cinema contemporaneo, indossa sempre una giacca colore argento e guanti di pelle. Qualcuno lo ha subito definito come il "nuovo James Dean", anch'egli bello e dannato. Nel film ha una doppia vita: di giorno fa il meccanico e lo stuntman, cioè la controfigura degli attori nelle scene più pericolose dei film hollywoodiani. Mentre di notte è un pilota ingaggiato dai criminali per sfuggire alla polizia, dopo aver commesso un'azione contraria alla legge. Ma sogna di diventare un asso del volante, mentre invece lavora in un'officina per un boss dal passato poco chiaro, che a sua volta vorrebbe la sua qualità di "drive" nel mondo delle corse automobilistiche. Un giorno il giovane conosce una bella cameriera vicina di casa. Irene col viso da cerbiatto, un figlio e un marito che sta per finire la sua detenzione. La vicenda è quindi uguale a tante altre simili, difficile da gestire e portare a buon fine, complicata come tutte quelle che appartengono al popolare genere cinematografico, negli Stati Uniti definito come "noir", che ha illustri precedenti nella storia del cinema. Così il "drive", senza confessare il suo sentimento, diventa il silenzioso protettore della donna e di suo figlio. L'attore, protagonista del film, Ryan Gosling, appena trentenne, viene già considerato predestinato a una brillante carriera, che si divide tra Hollywood e il cinema indipendente di qualità, come questa sua esibizione, con dialoghi ridotti all'essenziale, e sconcertanti esplosioni di violenza tipica del genere. Flavio Ruffatto