Le firme in Cassazione. Di Pietro: «Sono un milione»

ROMA «Un milione di firme, forse oltre». Alla vigilia, Antonio Di Pietro bandisce ogni scaramanzia e indica il traguardo che solo un mese fa nessuno prevedeva. Questa mattina alle 12 i promotori del referendum per l'abrogazione della legge elettorale, il cosiddetto Porcellum, depositeranno le sottoscrizioni in Cassazione. Ne basterebbero 500mila, ma saranno il doppio, «un milione», scommette il leader dell'Idv. «Stiamo lavorando e conteremo le schede fino all'ultimo. Ma le firme sono una quantità di gran lunga superiore alle migliori previsioni», afferma Arturo Parisi (Pd), uno dei principali artefici della consultazione. L'ex ministro del governo Prodi non si sbilancia, non indica cifre o traguardi. Ma lascia trapelare l'entusiasmo che si respira in queste ore nella sede del comitato promotore in piazza Santi Apostoli. È tanta l'euforia, che a un certo punto su un balcone viene appesa una bandiera dei corsari: nera con teschio e sciabole incrociate. A testimoniare come sia stata un'impresa da pirati della politica quella che si concluderà domani davanti al Palazzaccio, con la consegna degli scatoloni stipati di firme. Un'impresa all'apparenza disperata, solo due mesi fa. Poi è arrivata l'adesione di Romano Prodi, a fare da apripista a un'ondata crescente di adesioni. Con il sostegno anche dei partiti: prima Idv e Sel, poi il Pd, inizialmente titubante, e anche Fli. Ma alla vigilia della presentazione ufficiale dei due quesiti che mirano ad abrogare il Porcellum e resuscitare il Mattarellum, il presidente del comitato promotore, Andrea Morrone, puntualizza. «Questo referendum - afferma - non l'hanno fatto le adesioni politiche», ma «l'impressionante» coinvolgimento popolare. È accaduto un miracolo».