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montalto dora Prematuro ottimismo sul futuro dell'uomo nStupito, e non poco, per l'ottimismo sul futuro dell'uomo espresso recentemente dal Priore di Bose (vedi lo "Speciale Stampa" sul decimo anniversario dell'11 settembre 2001). Al di là delle due macroscopiche problematiche citate, crisi finanziaria e primavera araba, ambedue ancora "sub judice" per valutarne gli sviluppi, si ignora, nè si stupisce della forma bellicosa con cui la "Risoluzione Onu 1973" - relativa al "No Fly Zone" - abbia, di fatto, ampiamente superato i margini operativi stabiliti dalla stessa Risoluzione. Non par vero, ma - ben più di quanto espresso da personalità ad alto scanno - desidereremmo di cuore che il nostro ministro degli Esteri ci commentasse - con la chiarezza che lo contraddistingue - sia i dettami inscritti nella nostra "Costituzione" sia quelli inerenti alla "Carta delle Nazioni Unite" le quali, ignorando qualsiasi carattere propositivo e concertante delle stesse, frettolosamente avallarono - a giochi iniziati - la "Risoluzione ONU 1973". Come per la nostra "Costituzione", anche la "Carta dell'Onu" rappresenta ben più - basta semplicemente leggerla - che un condivisibile compendio di buon senso e saggezza: da Nobel, insomma! Peccato, però, che proprio buon senso e saggezza siano poi così sovente esautorati. Con il decimo anniversario di "Ground Zero" non è che si possa scordare quegli elementi i quali, sia pure posti su scenari diversi da quelli sui quali è stata focalizzata la nostra attenzione, e sollecitate le nostre emotività, non abbiamo ancora contribuito a ridurre l'endemica conflittualità dell'uomo sull'uomo. Una riflessione pacata e parallela si imporrebbe, a questo punto, sui kamikazi e droni, su Democrazia e Abu Ghraib, sul pretestuoso conflitto irakeno e afghano e democrazia, su Dresda e Ground Zero, oltre che sulla speudo autorevolezza del Tribunale Penale Internazionale. Solo così, riflettendo in proprio e in proprio anche sbagliando, si avrà modo di capire che l'animalità dell'uomo non ha bandiere: le ha tutte! Quelle "linee guida" volte a contenere e ad offrire indicazioni per risolvere i conflitti meriterebbero, per le raccomandazioni che esprimono, il Nobel della saggezza: rileggiamocele! Come già 24 secoli fa - quindi non solo ieri, nè ieri l'altro - e come lo sarà presubilmete in futuro, anche oggi, nelle parole di Thcydides (Le Storie Cap. 5-105) "il più forte comanda come può e il più debole subisce quanto deve". Tuttavia, sull'argomento, utile e sintomatico rileggersi le pagine conclusive del Capitolo V delle "Storie" del grande storico greco. Pagine inerenti ad una disputa di 24 secoli fa - tra Ateniesi e Meli - sull'argomento "Forza" avocato dai primi, in contrapposizione al "Diritto" sostenuto dai secondi: insomma, argomentazioni, e soprattutto comportamenti, per nulla diversi da quelli che continuano ad attizzare bellicosità, ingordigie e quant'altro, a fare storia oggi! Infine, conseguenti alle pressioni dei "Poteri Forti", anche la Carta dell'Onu ha perso - se mai l'ha avuta - credibilità e autorevolezza che gli ritenevamo propria: cosicchè il più forte continuerà a comandare e il più debole, a dispetto del "Diritto" e delle "Linee guida", a subire. Insomma, a meno che scompaia quell'impronta di darwiniana consistenza che dell'uomo ne giustifichi il comportamento, si continuerà a convivere con il solito Vu, Dèjà vu vecchio quanto è vecchio il mondo - ciò a dispetto di qualsivoglia ottimismo! Grazie per l'eventuale ospitalità. Alessandro Crotta ivrea Vittime sempre lavoratori e pensionati nE' in corso una manovra finanziaria da parte del Governo per sopperire ad un immane ed incommensurabile debito pubblico. A farne le spese sono, ovviamente, come sempre, i lavoratori e i pensionati. Sono anni che facciamo sacrifici. Anche oggi, purtroppo, la crisi colpisce inesorabilmente le fasce più deboli. A peggiorare la situazione c'è anche l'enorme ed insanabile disoccupazione. E incuranti di questa situazione tragica, continuano senza sosta gli sbarchi a Lampedusa, che si concludono, come è successo in questi giorni, con sconcertanti incendi e distruzione dei Centri di accoglienza. I responsabili di tutto questo sono solo i politici dei governi passati? E i politici attuali, in tre anni di governo, perchè non sono riusciti a tamponare questa enorme falla? Giornalmente si sentono per televisione solo continue e deprimenti diatribe fra politici del potere e quelli assetati del potere. Per lo smisurato numero di politici la crisi non esiste. Le loro tasche, in un modo o in un altro, continuano a gonfiarsi. La Magistratura non può mandare in galera i politici fuori legge, se non c'è il consenso del Parlamento. Figuriamoci se non si proteggono a vicenda?! C'è poi chi ha la faccia tosta dire che non ha mai fatto nulla di male, quando ne ha combinato di tutti i colori, e per di più è amico del Papa. Questi non sa davvero scegliere amici migliori? E perchè non prevedere nella manovra finanziaria il sequestro di tutti i beni dei responsabili dei governi precedenti? Si eviterebbero così tagli utili, e il debito pubblico si estinguerebbe di certo. Ma forse,a pensarci bene, l'unica colpa dei cittadini è quella di non aver saputo disertare i seggi elettorali. Con molta cordialità. Giovanni Bravo