Sui terreni Montefibre frana la maggioranza
di Vincenzo Iorio wIVREA L'Italia dei Valori esce dalla maggioranza di centrosinistra che fino a oggi ha sostenuto la giunta del sindaco Carlo Della Pepa. Il divorzio, che si consuma davanti a un consiglio comunale stupefatto e imbarazzato, avviene nel peggiore dei modi possibili, con il capogruppo dell'Idv che paragona il caso ex Montefibre a quello di Filippo Penati e dell'ex area Falck. «Ciò che è successo a Sesto San Giovanni è la mancanza di tutela dell'interesse pubblico a scapito di quello privato - dice Enzio Pagani prima di abbandonare, lunedì sera, l'aula del consiglio comunale insieme al suo compagno di partito, Bruno Tegano -. A tutto c'è un limite. Abbiamo denunciato dei fatti e abbiamo ricevuto solo silenzio. La sua latitanza nel rispondere, signor sindaco, risulta essere una mancanza di rispetto nei confronti del consiglio e dei cittadini». I fatti che Pagani ha denunciato sono quelli relativi all'ex area Montefibre, questione sulla quale l'Idv, sin dall'inizio del mandato, ha puntato tutto il suo capitale politico, arrivando, già nel 2009, a presentare un esposto alla procura della Repubblica. Negli anni Pagani ha chiesto chiarimenti al sindaco sul passaggio di alcuni terreni, dal Comune ai privati, sui valori Ici applicati alle aree edificabili e sugli interventi di coerenza urbanistica previsti nel Piano Particolareggiato. Fino a giungere all'interrogazione di lunedì sera sui parcheggi privatizzati del Business Park, i primi a essere costruiti. In realtà, all'ultima interrogazione di Pagani, il sindaco spiega di non poter rispondere, ma si impegna a farlo in maniera compiuta nella prossima seduta. «L'ufficio tecnico vive una situazione molto delicata e le verifiche richieste dall'Idv sono molto complesse». Ma Della Pepa coglie l'occasione per chiarire alcuni dubbi sollevati dallo stesso Pagani nel consiglio del giugno scorso, sempre relative all'affaire Montefibre. Ed è proprio alla fine dell'intervento del sindaco che scoppia il putiferio. Pagani va all'attacco sulla questione dello scambio dei terreni: «Il Comune ha ceduto un'area edificabile del valore stimabile, nel 2004, di 1,5 milioni di euro, in cambio di un'area spondale soggetta a costi di manutenzione notevoli. A questo si aggiunge l'inspiegabile mancanza del passaggio doveroso in consiglio comunale e l'altrettanta doverosa stima a fornire un parere in merito». Sui parcheggi, Pagani va giù durissimo: «Mi risulta che i posti auto dell'Aci, che a tutt'oggi sul piano regolatore risultano essere pubblici, sono in verità di proprietà della società Dora Baltea, che li ha posti in vendita a 7.500 euro l'uno». Dopo un duro battibecco con il sindaco, Pagani lascia l'aula e annuncia che si rivolgerà alla magistratura. «Farò quello che avrebbe dovuto fare lei in qualità di pubblico ufficiale, signor sindaco, ma ci metterò dentro anche la sua volontà di non fare chiarezza su quanto avvenuto». Per Carlo Della Pepa, che da oggi in poi potrà contare su una maggioranza risicata (un solo consigliere in più), la questione non è il non aver trovato tutti i dati per rispondere all'interrogazione dell'Idv. «Tutta questa sceneggiata era studiata - spiega il sindaco il giorno dopo - Non accetto più queste continue allusioni, il paragone con il caso Penati e l'atteggiamento irrispettoso nei confronti del consiglio comunale. Basta. Non voglio più Pagani e Tegano nella mia maggioranza. Nelle prossime ore coinvolgerò le commissioni competenti e darò incarico ad alcuni urbanisti di vagliare tutti i fascicoli. La materia è molto complessa e necessita di approfondimenti. Dopo di questo, ci sarà un passaggio in consiglio comunale per fare chiarezza sulle ombre gettate, su questa e sulla passata amministrazione, dal consigliere Pagani. Ombre che mirano solo a creare confusione». «Ma sia ben chiaro - conclude Della Pepa -. Nessuno, a cominciare da me, si è mai sottratto al confronto e alla necessità di fare chiarezza. Ripeto, quello che è successo in aula lunedì sera era preordinato».