Italia ko, Cavendish campione

COPENAGHEN Per l'Italia un altro Mondiale stregato. Sono tre anni che rimane a secco, l'ultimo titolo nel 2008 con Alessandro Ballan a Varese. Da allora solo delusioni. L'ultima oggi sul tracciato di Rudesdal, vicino Copenaghen. A laurearsi campione del mondo il britannico Mark Cavendish, che si infila al collo la medaglia d'oro in uno dei Mondiali più veloce della storia con una media di circa 46 orari (solo Mario Cipollini ha fatto meglio a Zolder 2002). Era uno dei sicuri favoriti della vigilia, anche se l'arrivo in leggera salita per qualcuno era più adatto a gente come il belga Gilbert, lo spagnolo Freire o lo slovacco Sagan. Ma Cavendish ha ancora una volta sorpreso tutti vincendo di forza sull'australiano Matt Goss e sul tedesco Andre Greipel, che ha bruciato ala fotofinish lo svizzero Fabian Cancellara. Le speranze azzurre erano riposte soprattutto su Daniele Bennati, ma il toscano si è fatto anticipare ed è finito soltanto quattordicesimo. Appena quarantesimo Sasha Modolo, forse lo sprinter azzurro più in forma. Gli altri oltre il 70/o posto. Eppure l'Italia ha fatto nel complesso una bella corsa, è mancata solo nel finale. Luca Paolini è stato a lungo in un gruppo in fuga: ha attaccato dal decimo giro del percorso, è stato ripreso al penultimo giro. Ma anche Gavazzi, Visconti e Modolo hanno cercato di movimentare la gara. Una brutta caduta a 80 chilometri dal traguardo ha costretto al ritiro Frank Schleck e ha tagliato fuori il campione uscente Thor Hushovd, che è rimasto attardato e alla fine ha accusato un ritardo di quasi nove minuti.