Autobomba ad Ankara, tre morti e 15 feriti

È di tre morti e dodici feriti il bilancio ufficiale dell'esplosione avvenuta ieri mattina nel centro di Ankara. Lo ha annunciato il ministro turco degli Interni, Idris Naim Sahin, in una conferenza stampa trasmessa in diretta sulla tv di stato. Il ministro ha confermato che l'esplosione è avvenuta all'interno di un veicolo, provocata, con tutta probabilità, da un ordigno piazzato da un gruppo terroristico. Non è ancora esclusa, tuttavia, l'ipotesi che si sia trattato dello scoppio di un contenitore di Gpl. Alcune emittenti televisive private hanno riferito che una donna è stata arrestata sul luogo del presunto attentato poco dopo l'esplosione. Si è trattato di un attacco «terroristico perpetrato da gente inumana»: con queste parole il presidente della Repubblica turca Abdullah Gul ha commentato l'esplosione nel centro di Ankara. Gul è da domenica in Germania, dove rimarrà fino a oggi per una visita di Stato. Attualmente il presidente turco si trova nel nord del Paese, a Osnabrueck, accompagnato dal presidente della Repubblica federale Christian Wulff in una visita alla città natale di quest'ultimo. Intanto il ministro degli Esteri turco Davutoglu ieri ha lanciato un appello: «I paesi europei non dovrebbero più offrire rifugio ai separatisti curdi del Pkk (Partito dei Lavoratori del Kurdistan), che dall'Europa continuano a finanziare attività terroristiche, condurre reclutamento, diffondere propaganda e trafficare armi». Il ministro ha spiegato che negli ultimi mesi la Turchia si è confrontata con un numero crescente di attacchi terroristici del Pkk, gruppo contro il quale Ankara «continuerà a combattere con tutte le misure necessarie».