Via alla patronale con un ospite atteso: Ernesto Olivero
CUORGNE' Ospite d'eccezione questa sera, lunedì 19 settembre, alle 21, nella chiesa parrocchiale di San Dalmazzo. Nell'ambito della novena in preparazione alla solennità della Rivassola, la parrocchia con il patrocinio del Comune di Cuorgnè, ha organizzato un incontro con Ernesto Olivero, fondatore ed animatore del Sermig (Servizio Missionario Giovani) sul tema "L'educazione è una questione di cuore". E' un appuntamento molto atteso che nella settimana della patronale acquista anche più significati. «Per questo invito i giovani di Cuorgnè, in particolare, a partecipare all'incontro. E' un'occasione straordinaria: per l'argomento e soprattutto per il relatore - afferma il sindaco, Beppe Pezzetto -. E sono convinto, inoltre, che questa possa essere la strada anche per riavvicinare le nuove generazioni ad una solennità come quella della Madonna di Rivassola che deve tornare ad essere uno dei perni su cui ricostruire e rafforzare il nostro senso di comunità, soprattutto in momenti così complessi. Ringrazio don Stefano per questa iniziativa che, ripeto, va oltre l'aspetto religioso». «L'educazione è il tema che i vescovi italiani hanno deciso di proporre per il prossimo decennio - aggiunge il parroco, don Stefano Turi -. Credo che la questione educativa sia decisiva per i tempi in cui viviamo, in quanto la crisi economica e morale nasce proprio dal cuore dell'uomo che non sa più cosa siano la verità e il bene e vive di immagini egoistiche che lo portano ad afferrare tutto per sé e creare disuguaglianze, con conseguenze catastrofiche a tutti i livelli. Il Santo Padre ha più volte ribadito la necessità di affrontare questo tema senza pregiudizi e ha chiesto agli adulti il coraggio di essere nuovamente portatori di esperienze solide di bene e di sacrificio per le nuove generazioni». Ernesto Olivero nel maggio 1964 fonda il "Sermig" insieme alla moglie Maria Cerrato ed alcuni amici. Questo gruppo, che raccoglie giovani, coppie di sposi, monaci e monache, inizia in sordina ad impegnarsi a fianco degli ultimi del capoluogo subalpino seguendo l'insegnamento del Vangelo. Ha come obiettivo la realizzazione di un grande sogno nel cassetto: eliminare la fame e le grandi ingiustizie nel mondo, costruire la pace, aiutare i giovani a trovare un'ideale di vita, sensibilizzare l'opinione pubblica verso i problemi dei poveri del terzo mondo. Le persone che si impegnano e credono in questo progetto diventano sempre più numerose. I primi anni di attività si svolgono durante le contestazioni del '68. In quel periodo il gruppo raccoglie fondi, organizza mostre, mercatini e concerti di beneficenza con risultati a volte clamorosi in termini di risposta. Il 2 agosto 1983, Olivero ottiene in gestione, dopo anni di richieste al Comune, una parte delle strutture del vecchio Arsenale militare, situato in Borgo Dora. Saranno gli amici del "Sermig", con l'aiuto di migliaia di giovani volontari provenienti da tutta Italia, a restaurare interamente l'edificio, allora in gravi condizioni di abbandono. Da allora, l'Arsenale, definito "un monastero di laici", ha dato assistenza a immigrati, tossicodipendenti, alcolizzati, malati di Aids e senza tetto nell'ordine delle centinaia di migliaia di persone. Amico personale di Madre Teresa di Calcutta e di Papa Giovanni Paolo II, Olivero ha potuto contare nel corso degli anni sull'aiuto di gente comune e sacerdoti, imprenditori, e politici, associazioni, istituzioni ed è stato insignito di numerosi e prestigiosi riconoscimenti. Chiara Cortese