«In questa valle i soliti campanilismi»

ISSIGLIO «Ci siamo anche noi». Più che un'affermazione, un messaggio esplicito quello del presidente della Pro Loco di Issiglio, Gianfranca Faletto. E indirizzato non tanto ai concittadini, ma al resto della Valchiusella. Sì, perchè pare proprio che quelli del centro di bassa valle (certamente coloro che hanno nel sodalizio un punto di riferimento) si sentano un po' ‘emarginati'. «C'è davvero un interesse scarsissimo rispetto all'attività che pratichiamo - rimarca la Faletto. Un esempio? In giugno, da noi, si sono svolti i Campionati nazionali di pesca sul torrente Savenca. Una manifestazione di grande respiro, non roba da poco. Bene. La Pro Loco ha servito il pasto a ben 240 persone accorse, per la maggior parte, proprio da fuori valle». Un episodio? Pare proprio di no, stando a quanto riferisce il presidente. «Questa mancanza di attenzione si è ripetuta puntualmente in occasione dei festeggiamenti in onore di San Pietro e della Madonna della Neve, la penultima ed ultima settimana di luglio - confida Gianfranca Faletto - . Dei 6.300 coperti, quelli distribuiti ai valchiusellesi sono stati ben pochi. Va benissimo la presenza dei ‘forestieri', è un segnale positivo nell'ottica di una sempre maggior apertura al territorio, ma noi siamo un centro della Valchiusella, o meglio, vorremmo sentirci tale. Una delle nostre priorità, del resto, è quella di stringere una sempre maggior collaborazione con le altre Pro Loco di valle. L'unione, come si suol dire, fa la forza». La spiegazione di questa disaffezione "in casa" parrebbe esere il campanilismo che continuerbbe a regnare sovrano.«E' un limite che va superato - osserva il presidente della Pro loco - . Quello che noi chiediamo a chi risiede negli altri paesi della valle è di partecipare alle manifestazioni che vengono organizzate. E' un modo per ripagare dei sacrifici chi lavora e, ricordiamolo, lo fa in modo del tutto volontario sacrificando, spesso, il proprio tempo libero». Ma una "tirata d'orecchi" arriva anche alla Comunità Montana. «Contributi non ne arrivano - sottolinea Gianfranca Faletto - . Comprendo le difficoltà del momento, ma anche noi, per sopravvivere, abbiamo bisogno di sostegni. Speriamo che le cose possano cambiare». Loris Ponsetto