Se la ceramica guarda alla grande arte
CASTELLAMONTE «Bisogna osare per ottenere, ed anche se non si arriverà il massimo, qualcosa resterà». E' questa la filosofia di Daniele Chechi, titolare, dal 1983 dell'azienda Ceramiche Cielle, produttrice di stufe Franklin costruite sulla scorta dei disegni, e degli stampi, recuperati negli antri dell'ex stabilimento Pagliero. Ne è stata creata una collezione esclusiva prestando, nel contempo, grande attenzione agli aspetti tecnologici e certificando il loro funzionamento per renderle più affidabili e ottimizzando l'efficienza energetica. L'azienda, iscritta da anni a Cna si fregia del marchio di Eccellenza Artigiana dalla Regione Piemonte. Da circa trent'anni alla guida delle Ceramiche Cielle, Daniele Chechi è anche presidente, dal 2010, dell'Associazione Artisti della ceramica in Castellamonte nonché direttore artistico del Centro ceramico ‘La Fornace' di Spineto. «Sette anni fa pochi avrebbero creduto possibile la rivitalizzazione dell'immobile della vecchia Fornace Pagliero le cui condizioni erano disastrose», ricorda. La tenacia, il coraggio ed una serie di circostanze fortuite, hanno invece permesso a questo luogo-simbolo di rivivere. «Quale modo migliore di far rinascere uno spazio impregnato di sudore e fatica se non quello di farlo diventare luogo di rappresentazione della capacità dell'uomo di plasmare la materia – aggiunge Chechi -. Quelle belle mura di mattoni, quelle volte armoniose, quegli ampi locali ben si prestavano non solo a valorizzare le opere di artisti ed artigiani. Un luogo che ha visto generazioni di operai lavorare la terra (lo stabilimento Pagliero nacque nel lontano 1814), che ha assorbito le loro energie si offre naturalmente ad ospitare oggetti pieni di vita». Per questo Chechi ha pensato di rendere i locali sempre più funzionali a diversi scopi. «Continuare una produzione, ridotta ma importante delle stufe – aggiunge Chechi -. Ospitare, nei locali ristrutturati, mostre, manifestazioni e, in futuro, anche attività didattiche e formative. In questi primi anni sono già stati realizzati diversi eventi, ma ora vogliamo lanciare una nuova sfida: aprire i confini, andare oltre, con l'obiettivo di far conoscere Castellamonte al mondo senza stravolgere lo spirito locale». In questo senso la grande mostra antologica delle opere di Umberto Mastroianni (la diciannovesima dall'apertura de ‘La Fornace') inaugurata sabato significa un salto di qualità della vecchia Fornace. Alla cerimonia, accanto al padrone di casa erano presenti i primi cittadini di Castellamonte (che nel 1997 assegnò la cittadinanza onoraria a Mastroianni) e Cuorgnè (dove è presente il monumento della Resistenze dello stesso artista). Presenti anche alcuni amministratori di Frosinone (nella cui provincia nacque Mastroianni) e Marco Datrino, titolare dell'omonima Galleria di Torre il quale, per l'occasione, ha prestato a Chechi, tre sculture dell' artista, una delle quali appartenuta al nipote Marcello, indimenticabile attore. (d.r.)