Unione di Comuni Ivrea prova a fare la grande città diffusa

IVREA Un'Unione dei Comuni dell'Eporediese. A questo sta lavorando il vicesindaco di Ivrea, Enrico Capirone. Capirone mira ad aggregare, per la gestione l'erogazione di una serie di servizi, Ivrea con Andrate, Cascinette, Fiorano, Lessolo, Montalto Dora, Nomaglio, Pavone, Salerano. «Si costituirebbe un'Unione con 37 mila abitanti, distribuiti su 77,83 chilometri quadrati. - spiega Capirone -. All'inizio dell'estate, gli amministratori di questi enti locali intervenuti agli incontri hanno espresso la necessità che i rispettivi consigli comunali formalizzino la volontà di lavorare insieme, in un quadro definito, mediante l'adozione di atti che impegnino ad una cooperazione stabile le diverse amministrazioni comunali». La normativa di riferimento al riguardo non è ancora definitiva. «In attesa che lo diventi, però - osserva Capirone - sarebbe opportuno dare vita a due organismi propulsivi senza oneri a carico dei Comuni, con funzione di raccordo dell'azione amministrativa tra i vari enti tali da favorire il dialogo e accrescere la capacità di coordinamento in particolare sulle tematiche dei servizi ai cittadini. Per questa ragione mercoledì 7 settembre, alle ore 17,30, in sala giunta, è convocata una riunione tra i sindaci, per analizzare ed approvare la bozza di delibera che poi i singoli consigli comunali, dei Comuni aderenti, dovranno adottare per dare vita alla costituzione degli organismi preposti a favorire e studiare la gestione associata dei servizi tra gli enti». Per la nuova Unione, il vicesindaco di Ivrea ipotizza due organismi: il primo è l'assemblea permanente, composta dal sindaco, da un assessore nominato dal primo cittadino, da un consigliere di maggioranza, uno di minoranza, in rappresentanza di ciascun Comune aderente al tavolo. Il secondo è la giunta dell'assemblea permanente, costituita dai sindaci dei Comuni aderenti. Il suo presidente viene scelto a turno tra i sindaci e resta in carica per la durata di 6 mesi. La giunta dell'assemblea ha il compito di adottare le linee direttive che successivamente l'assemblea dovrà ratificare. La giunta si deve riunire con cadenza quindicinale. I temi che questi organismi dovranno trattare sono l'organizzazione dei servizi associati, la razionalizzazione dei settori trasporto, urbanistica, politiche socio-assistenziali, per lo sviluppo, politiche in materia ambientale. «I cittadini non capiscono perché tra comuni confinanti esistano regole, tariffe e gestioni differenti. - precisa Capirone - Sempre di più la nostra frammentazione è freno allo sviluppo ed è urgente poter lavorare in un quadro omogeneo e coordinato. La competizione tra territori va crescendo e noi dobbiamo attrezzarci per competere». Il vicesindaco lancia un invito a tornare sui propri passi e cambiare idea a chi ha fatto la scelta di lavorare a mini aggregazioni o di star fuori dal nostro progetto. In particolare si riferisce ai Comuni confinanti con Ivrea e fra loro e cioè Bollengo, Burolo, Cascinette e Chiaverano che hanno appena creato la Comunità collinare della Serra. «All'Eporediese serve una aggregazione da 50/60 mila abitanti per poter competere a livello piemontese con le altre aree territoriali - osserva -. E per guardare avanti Ivrea ha bisogno degli altri Comuni come questi della nostra città, perché insieme si è più forti». (g.a.)