Poche moto al via La crisi apre ai team privati
Prima osservazione in vista del 2012: la Honda, pardòn la Dorna, non deve tirare troppo la corda sulla questione del Gp del Giappone del 2 ottobre, in programma a Motegi ma osteggiato dal Circus perché troppo vicino al fulcro della zona radioattiva (la centrale di Fukushima dista circa un centinaio di chilometri). Siamo alle minacce, perché di questo si tratta, di negare la licenza per il prossimo anno a quesi team e piloti che dovessero disertare la trasferta. Ma anche con le minacce non sembra proprio che i padroni del Circus possano opporsi alla volontà degli attori e commettere un fallo di reazione in chiave 2012, potendo contare al momento su soli 14 iscritti alla MotoGp. Se si andrà in Giappone in primis è la sconfitta dei piloti, piegatisi alle pressioni di chi comanda dopo aver fatto fronte comune al Sachsenring. Prima si è chiamato fuori Casey Stoner, poi il fronte si è di fatto sgretolato anche se è attesa a Misano la decisione del personaggio più carismatico, ancorché fuori dalla lotta per il titolo, Valentino Rossi. Detto questo, va specificato il perché delle sole 14 "mille" ufficiali previste in pista il prossimo anno, addirittura tre in meno rispetto al già desolante parco partenti attuale delle 800cc: per parare il colpo sotto l'aspetto economico dopo il terremoto dello scorso marzo la Honda è intenzionata a ridurre da sei a quattro unità il proprio impegno in MotoGp, delle quali due solo "factory" (destinate ovviamente a Stoner e a Dani Pedrosa), mentre anche Pramac Ducati rinuncerà alla doppia fornitura in ragione del probabilissimo addio alle corse di Loris Capirossi, il decano del Motomondiale in pista dal 1990. E meno male che la Suzuki, altra indiziata al ritiro sino a poche settimane fa, ha confermato a Brno la propria intenzione di continuare con una moto, sebbene navighi da tempo nelle retrovie. Tornando alla Honda, Marco Simoncelli dovrebbe restare con Gresini e Andrea Dovizioso passare alla Lcr che attualmente vede in pista Toni Elias, entrambi costretti a navigare al largo con team satelliti. Carmelo Ezpeleta non nasconde il sempre maggiore coinvolgimento dei cosiddetti team Crt (Claiming rule team, in pratica i privati), fino ad ammettere che potrebbero rappresentare il futuro della MotoGp, stante il persistere dell'attuale situazione economica. Ha capito, il boss della Dorna, che è l'immagine della MotoGp a dover essere ricostruita, con un pensiero dominante allo spettacolo. Va rimpolpato lo schieramento, ridotti i costi a carico di chi partecipa e aumentati possibilmente i sorpassi in pista, nella stagione di poco superiori allo zero assoluto. Si sospettava che il declino di Rossi potesse rappresentare un brutto colpo per la massima categoria delle due ruote ma non è certo colpa di Valentino se la sua moto ha un rendimento inferiore alle attese, se la griglia è scarna e lo spettacolo ne risente. Ammesso poi, e ciò è tutto da verificare, che il campione abbia davvero imboccato il viale del tramonto. Il 2012 darà una risposta certa al riguardo e non è affatto vero che il rapporto tra il Dottore e la scuderia di Borgo Panigale sia in crisi. Lo vedremo ancora, naturalmente, in sella alla rossa Ducati. Capitolo Crt, ovvero dedicato a coloro che si costruiranno un telaio analogamente a quanto già avviene in Moto2, utilizzando motori derivati dalla serie: obiettivo aumentare lo show spendendo meno. I privati non saranno subito competitivi ed è singolare anche il fatto che si corrano due campionati in uno ma a incoraggiare l'ingresso in MotoGp dei Crt – leggasi privati – c'è un consistente gettone di presenza. Fioccano già i primi nomi. Dopo la Suter motorizzata Bmw di cui si parla concretamente già dalla vigilia del round al Mugello, a Misano si presenterà il prototipo Ftr, destinato ad accogliere il motore Aprilia campione iridato in Superbike. I rumours parlano comunque di almeno sei moto in procinto di bussare alla porta di Ezpeleta, portando così il totale dei partecipanti a venti unità. Tra gli attuali protagonisti di seconda schiera Ben Spies è la spalla di Jorge Lorenzo sulla Yamaha Factory, mentre il team Tech 3 confermerà Cal Crutchlow, comunque opaco nella sua stagione d'esordio in MotoGp, appiedando Colin Edwards. Vincolato il ceco Karel Abraham con la Ducati del team Cardion, possibile l'affiancamento dello spagnolo Julian Simon al connazionale Hector Barbera nel team Aspar. In bilico gli altri: da Randy De Puniet a Hiroschi Aoyama, da Sylvain Guintoli allo sfortunato Toni Elias, che si aspettava di più dal 2011 dopo il trionfo in Moto2. (g.p.g.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA