Il "Romana" si spiega Ospitalità sempre non solo coi profughi

Erano stati espliciti il sindaco di Castellamonte, Paolo Mascheroni, e l'assessore Giovanni Maddio, a proposito dell'ospitalità data dall'istituto "Romana" ai profughi provenienti dal Nord Africa e ‘negata' ad alcuni residenti delle frazioni evacuati in seguito a movimenti franosi. «E' il Comune a proporre la nomima dei dirigenti del "Romana" - aveva tuonato il primo cittadino - .E quando si verificano situazioni di una certa importanza la sintonia tra gli enti è indispensabile». CASTELLAMONTE L'ospitalità concessa a quattro profughi africani presso l'istituto "Domenica Romana" di Castellamonte ha provocato una vera e propria crisi all'interno del consiglio di amministrazione della casa di riposo. Tre membri dell'esecutivo, Giovanni Paolo Tarella, Martino Borella e Anna Rassa, dopo essere venuti e conoscenza del "tono polemico e politico", espresso nella recente lettera inviata al sindaco Paolo Mascheroni dal presidente del ‘Romana' Pierfranco Pellegrinetti, avrebbero rimesso il proprio mandato nella mani del primo cittadino. «Non abbiamo mai rifiutato di dare ospitalità a chiunque si sia rivolto alla nostra casa di riposo purché, come ovvio, ce ne fosse la possibilità – spiega, nella missiva, Pierfranco Pellegrinetti il quale respinge fermamente le accuse rivoltegli, nei giorni precedenti, dal sindaco di Castellamonte e dai suoi colleghi sull'ospitalità data, dall'istituto, ai profughi provenienti dalla Libia e non, a suo tempo, a due anziani di Sant'Anna Boschi ‘evacuati' dalla loro abitazione minacciata da una frana. «In questi anni – spiega Pellegrinetti – si sono susseguiti rapporti di collaborazione più che positivi che l'Asl e con i Consorzi Inrete e Ciss38, per affrontare situazioni varie di disagio. Tutti questi enti ci hanno sempre manifestato il loro apprezzamento per la collaborazione». Altrettanto proficuo, secondo il presidente del "Romana", il rapporto con il Comune di Castellamonte. «Quando ci è stato chiesto di intervenire a sostegno dei cittadini bisognosi – aggiunge Pellegrinetti –, ci siamo sempre resi disponibili fornendo pasti e permettendo di utilizzare i servizi alberghieri della casa di riposo, e dando ospitalità a persone disagiate». Solo dal 2001 ad oggi sono oltre una decina le situazioni che l'istituto ha affrontato su richiesta del Comune e dei Consorzi per la gestione dei servizi sociali a favore di castellamontesi in difficoltà, ospitandoli sia all'interno del presidio che nei locali accessori del basso fabbricato. «Appare pertanto del tutto priva di fondamento – aggiunge il presidente del Romana – l'affermazione del sindaco secondo cui "non si è quasi mai riscontrata collaborazione tra i due enti". «Per quanto riguarda la nostra adesione ad ospitare profughi richiedenti asilo, ed ospitati nel basso fabbricato (una struttura adiacente al presidio socio assistenziale di cui il sindaco Mascheroni conosce bene le caratteristiche abitative, avendone curata la ristrutturazione come professionista sul finire degli Anni Novanta) – aggiunge ancora Pellegrinetti -, la loro presenza non sottrae, in alcun modo, posti alla struttura. Voglio infine ribadire che l'adesione al progetto di ospitalità dei profughi africani, a cui aderiscono la Regione Piemonte, la Protezione civile ed altri soggetti dell'associazionismo laico e religioso, è da ritenersi appieno in linea con i principi di carità, accoglienza e solidarietà che, sin dalle origini, hanno animato lo spirito del nostro istituto e dei suoi fondatori». Dario Ruffatto