Quelle belle stufe bianche che piacevano ai re

convertToFormat FlatText fail CASTELLAMONTE Erano tutte di colore bianco, come desideravano i Savoia, le stufe in ceramica di Castellamonte custodite nelle residenze sabaude. Alcune sono ancora ben conservate, altre recentemente restaurate grazie alla Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici. A tracciare un'interessante panorama della diffusione delle famose stufe di Castellamonte, e dei sistemi di riscaldamento oltre i confini del territorio del Canavese, è l'architetto Giuse Scalva, attuale direttore del Castello di Racconigi. «La partecipazione alla 51° edizione della Mostra della Ceramica di Castellamonte della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Torino, Asti, Cuneo, Biella e Vercelli – spiega l'architetto Scalva - è l'occasione per richiamare l'attenzione del pubblico sui sistemi di riscaldamento presenti nelle Residenze sabaude dalla metà dell'Ottocento sino agli anni che hanno preceduto il secondo conflitto mondiale». Se è ormai nota la collezione delle stufe di ceramica e dei caminetti Franklin, smaltati bianchi, presenti nell'appartamento dei re nel castello ducale di Agliè, meno nota è la presenza dei sistemi di riscaldamento nelle altre Residenze Sabaude e nelle principali dimore storiche piemontesi. «La necessità di migliorare la bassa resa termica dei camini a muro seicenteschi e settecenteschi con fronte in marmo vede l'installazione, nell'Ottocento nelle residenze di grandi stufe in ceramica smaltata – aggiunge l'architetto -. Purtroppo nel corso del Novecento, con i nuovi allestimenti museali moltissime stufe e caminetti sono stati rimossi dalla loro collocazione originaria, talune distrutte, altre conservate giacciono smontate nei depositi». La riscoperta della presenza di stufe nelle Residenze sabaude è un modo di seguire il percorso museale con una nuova e diversa chiave di lettura. A Palazzo Reale a Torino una bellissima stufa, in ceramica bianca fa bella mostra di se nell'attuale Caffetteria, altre sono al castello di Moncalieri, alcune, delle quali due, bianche, sono tuttora installate nella Galleria degli appartamenti di Vittorio Emanuele II nel complesso di Borgo Castello alla Venaria, analogamente alcune stufe, due di grandi dimensioni riscaldavano gli appartamenti del piano terra del castello di Masino, altre gli appartamenti superiori. In ultimo una stufa di Castellamonte, a pianta circolare, è nella caffetteria della recentemente restaurata Casa Ravera a Benevagienna». .A Racconigi, intanto, pochissime sono sopravvissute, due negli appartamenti dei giardinieri di Carlo Alberto, Giuseppe e Marcellino Roda alle Margarie, alcuni Franklin negli appartamenti del terzo piano del Castello. (d.r.)