Militare e riscatto della laurea Si apre la via ai contenziosi

ROMA Chiuso il canale dei 40 anni di anzianità, a prescindere dall'età anagrafica, per l'accesso alla pensione. È l'effetto della misura introdotta dalla revisione della manovra di Ferragosto. In pratica, per maturare l'anzianità non concorreranno il servizio militare e il riscatto della laurea. Questi ultimi, per chi ha scelto di riscattarli, serviranno per avere l'assegno un po' più elevato. Con il malcontento che monta, il relatore del testo e presidente della commissione Bilancio, Antonio Azzollini, che oggi presenterà gli emendamenti sulle modifiche alla manovra decise dal vertice di Arcore, ha annunciato che governo e maggioranza sono al lavoro per mettere a punto una norma transitoria a tutela dei lavoratori che hanno riscattato l'università e il militare ai fini pensionistici. Sul tappeto alcuni nodi che potrebbero dare corso a contenziosi con gli istituti di previdenza. A cominciare da chi va in pensione con il metodo retributivo a 40 anni di anzianità può al massimo ricevere l'80% della media della retribuzione degli ultimi anni. E poi c'è il nodo della riforma Dini. Che cosa succederà di coloro che a fine 1995 avevano più di 18 anni di contributi (e quindi mantenevano il metodo di calcolo retributivo) se hanno riscattato naja e università? E come saranno considerati questi anni per l'applicazione della norma che prevede la possibilità per le amministrazioni pubbliche di interrompere il rapporto con i lavoratori che hanno 40 anni di anzianità? Appare a rischio anche il fronte della differenziazione tra chi va in pensione con le quote e mantiene il diritto a fare valere gli anni riscattati (60 anni di età e 36 di contributi nel 2010, dei quali nel caso di riscatto solo 32 di effettivo lavoro), rispetto a chi va con 40 che si troverebbe invece a lavorare 40 anni effettivi (non valendo ai fini dell'uscita gli anni riscattati).(m.m.) ©RIPRODUZIONE RISERVATA