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favria Ecco perchè le cose non funzionano nL'andamento della politica e dei mercati mi suggerisce una riflessione che molte cose non funzionano. Certo è facile dire il lamento sulle "troppe cose che non funzionano", per cui la colpa è sempre di qualcun altro o di qualcosa d'altro. Le stagioni non sono più quelle di una volta; la società non procede più come dovrebbe; il progresso ci fa degenerare; il benessere ci rende egoisti; la scuola è uno sfascio, così come della politica non ci si può più fidare e così via, in una costante deprecazione della nequizia dei tempi. Ma a produrre tutto questo non è né il fato cinico e baro, né un coacervo di forze maligne. Al centro della storia ci siamo noi esseri umani con i nostri pregi e difetti, con la nostra libertà, la volontà, e la ragione. Certo, ci sono tanti condizionamenti, ma non devo rimandare sempre ad altri quello che "non funziona" e devo "tentare" una volta tanto un serio esame di coscienza. Se poi questo esame viene fatto dall'attuale classe dirigente, magari le cose andrebbero meglio! Giorgio Cortese pensioni E' tempo di tornare alla protesta nDa sinistra a destra e al centro, qualsiasi siano le intenzioni o l'esito della manovra finanziaria, tutti stanno a ripetere (e in questo sono tutti uguali, senza distinzioni!) che il "rigore" è necessario perchè il paese ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità. Ora vorrei sapere di che paese si tratta, o meglio, in quale paese ho vissuto io. Vengo da una famiglia semplice (mamma casalinga, padre operaio), dove l'hobby più diffuso era sbarcare il lunario. Non mi ricordo di essere mai andato in vacanza con la mia famiglia. Per far passare i mesi estivi, nella canicola della pianura, si andava all'oratorio o, col prete, a tuffarsi nel fiume. Non mi sono mai lamentato e nemmeno mi lamento ora, perchè a vederle con il senno del poi, quelle estati erano meravigliose perchè si era giovani. E così sono cresciuto... liceo, università... ho contestato credendo di combattere per una società migliore... ma le tasche erano sempre vuote... piene però di speranza e, soprattutto, della speranza di lasciare qualcosa di buono per i miei figli. E i figli sono arrivati e con essi gli anni della maturità. Con senso di responsabilità ho fatto mio l'hobby dei mie genitori: sbarcare il lunario. Quest'anno le vacanze non le ho fatte e non le farò. Non mi sono mai lamentato e nemmeno mi lamento perchè ho visto mia figlia crescere in salute e sto vedendo mio figlio crescere in salute. Per fortuna ho il lavoro. La mia è una famiglia monoreddito, ma barando con la dimenticanza, con le piccole astuzie, con dilazionamenti e piccoli artifici di un'economia domestica al limite, ho sempre onorato le mie spese, pagato le tasse. Ho accettato sempre i sacrifici guardando chi stava peggio di me. Mi dicevo sempre: continua, resisti! Sono anni che paghi i contributi, ci sarà la pensione, ci sarà la liquidazione... potrai investire in qualcosa e assicurare un inizio di futuro a Marco, che ha solo 5 anni. Era l'unico (banale e stupido) sogno che avevo. Il sole di ferragosto ha sciolto questo sogno. Non posso più investire nella pensione e nel TFR: quando li riceverò? Non posso nemmeno permettermi un mese senza retribuzione (stipendio o pensione o TFR che sia!). Quando in banca ci sono 100 euro a fine mese, faccio salti di gioia. Sono contento che la mia auto che ha più di 15 anni, vada avanti lo stesso (in questo senso ho vissuto al di sopra delle mie possibilità, o meglio delle possibilità della mia auto). Sono contento che non si sia rotto niente! Ma sono felice: sono ancora vivo! E sono riconoscente! Riconoscente a questo Stato che mi ha permesso di continuare a respirare (anche se, ogni tanto, l'aria è inquinata), riconoscente a questo governo che mi ha fatto capire che bisogna sposare l'etica del sacrificio... E mi sacrificherò... per non aspettare che sia lo stesso Stato che mi sacrifichi; per far sì che smetta di speculare sulla mia aspettativa di vita augurandosi una mia prematura scomparsa prima dell'incasso. Sacrificherò tutto il mio tempo libero e le mie forze per denunciare i delinquenti che ormai mi hanno tolto il futuro; userò ogni strumento per combattere; userò tutta la violenza della nonviolenza; non mi farò più scrupoli di stupida sudditanza. E' il tempo della contestazione e della protesta, senza bisogno di trovare giustificazioni, perchè la storia ormai ce la ha fornite, anche se molti sembrano no rendersene conto. Piuttosto di trovarmi alla fine di una vita lavorativa con la prospettiva, non di continuare, ma di ricominciare nuovi e più pesanti sacrifici, meglio riprendere la lotta perchè mio figlio possa dire che non sono stato io a ipotecargli un futuro senza speranza e affinchè possa affidargli il testimone della consapevolezza e del giusto ricordo e di una eredità morale che lo aiuti a sopravvivere nei suoi tempi della maturità. Massimo Bonfatti la manovra Governo cieco di fronte alla crisi nIl governo si vanta di aver approvato la manovra in 4 giorni , non capendo che questo è il dramma di un governo che per 3 anni è stato cieco di fronte alla crisi. Questo governo e sopratutto la testa di questo esecutivo , Berlusconi e Bossi , devono ammettere di aver sbagliato tutto e lasciare che siano altri a risolvere una crisi che loro non hanno capito e sopratutto non hanno le capacità per affrontare. Umberto Piotto