«Una spallata alla Comunità Montana»
RIVARA Se il decreto anticrisi varato dal governo Berlusconi dovesse passare nei termini in cui è stato presentato, annullerà di fatto anche la Comunità Montana Alto Canavese, che ha sede a Villa Ogliani, a Rivara. Ad essere in possesso dei requisiti per "sopravvivere", infatti, sarebbero soltanto cinque degli undici Comuni membri, ovvero Cuorgnè, Forno, Rivara, Valperga e Rocca mentre sarebbero soppresse le municipalità di Canischio, Prascorsano, San Colombano Belmonte, Pratiglione, Pertusio e Levone. E come tanti altri suoi colleghi in Canavese, è fortemente critico il giudizio, nei confronti della manovra proposta da Palazzo Chigi, pronunciato dal presidente della Comunità Montana Alto Canavese, Alessandro Gaudio, sindaco di Pratiglione. «Se il provvedimento passa così com'è, le Comunità Montane, enti che oltre ad occuparsi di servizi associati dovrebbero incentivare lo sviluppo del territorio, prerogativa quest'ultima che non è fattibile perseguire in quanto non ci sono i fondi a disposizione, possono davvero chiudere i battenti - afferma Gaudio - Il tanto sbandierato taglio di poltrone nei Comuni, in realtà, significa piuttosto tagliare il volontariato. Assessori e consiglieri nella maggior parte dei centri al di sotto dei mille abitanti, infatti, non percepiscono nemmeno il gettone di presenza, in compenso, però, in caso di necessità ed emergenze non esitano a rimboccarsi le maniche e a scendere in campo impegnandosi in prima persona». «Con la soppressione di giunta e consiglio comunale e la conservazione della sola figura del sindaco, che forse sarebbe meglio definire podestà, e l'unione di Comuni di almeno 5 mila abitanti, salvo diverse disposizioni regionali per l'espletamento di tutte le funzioni amministrative, non ci sarà affatto un risparmio, ma piuttosto un aggravio di costi, se si tiene conto che le case comunali rimarranno, comunque, aperte - aggiunge il presidente della Comunità Montana Alto Canavese - La verità è che si vuole far percepire all'opinione pubblica che in questo modo si tagliano i costi della politica, ma in realtà i veri tagli dovrebbero essere effettuati a Roma e non nei nostri territori». Della scottante questione si occuperà oggi, venerdì 19 agosto, a Torino, il consiglio dell'Uncem, l'Unione delle Comunità Montane, in attesa della prima, grande mobilitazione, alla quale parteciperanno amministratori e cittadini dei Comuni inferiori ai mille abitanti, in calendario per lunedì 22 agosto, alle 10, davanti alla Prefettura del capoluogo subalpino. (c.c.)